Broncio.

I Monologhi di Sana – Rubrica

Broncio.

Sorrido pensando a quando mi dicevi che facevo il broncio.

Voglio farlo di nuovo…c’è qualcosa di male nel dire quello che si pensa?

Anche se non è sempre piacevole, anche se non sono sempre complimenti.

Io, che avevo quindici anni e mi sentivo abbastanza forte per combattere tutto un mondo che non mi piaceva.

Io, che mi incaponivo per le questioni che ritenevo giuste.

Io, che parlavo e discutevo con tutti, perché mi piace parlare, perché mi piace conoscere.

Tu che mi guardavi di sottecchi fare il broncio a questo mondo.

Io che indicavo il cielo, tutto colorato delle mie costellazioni.

Dei miei pensieri.

Dei miei desideri.

Della libertà che sognavo, dei sogni di plastica che cestinavo.

Io che scuotevo la testa e facevo il broncio davanti ad una longuette rosa.

Perché non era mia, perché io, non volevo essere così.

Io che con occhi grandi tenevo in mano i capelli della mia prima rasatura.

Io che faccio il broncio, perché a mia madre non piace.

Io che sorrido nel sole di un venerdì, trenta gradi a via Cavour, e la mia prima manifestazione.

Io che corro per mano con un’amica, perché qualcuno ha gridato e una carica sta per partire.

Io che discuto con il carabiniere davanti al portone del liceo, perché non ce ne vogliamo andare.

Io che rido davanti a una bottiglia di moretti, seduta su un marciapiede.

Io che prendo a calci il motorino per farlo ripartire.

Io nei miei pantaloni sempre troppo larghi.

Io nel mio chiodo usato preso a via Sannio.

Io che mi alzo, e vengo cacciata perché non voglio fare i minuti di silenzio imposti dallo stato.

Io che prendo treni per mezza Italia senza mai fare un biglietto.

Io che dico tutto quello che penso.

Io che pesto i pugni sulla faccia di un tipo, perché è venuto a minacciarci insieme ad altri “che le zecche qui non ci possono stare” e se non ce ne andiamo…

Io che leggo.

Io che sogno.

Io che difendo un’amica picchiata, perché alla fine sono sempre la prima a mettersi in mezzo.

Io che mi innamoro una volta a settimana.

Io che non mi faccio mettere i piedi in testa.

Io che scappo quando qualcuno pronuncia la parola “matrimonio”.

Io che faccio parlare i bigotti e poi sprezzante rispondo “…e lei è la mia ragazza, problemi?”.

Io che faccio parlare i razzisti e poi sprezzante rispondo “…mia madre è di Bucarest, problemi?”.

Io che scrivo, perché ho appena scoperto l’estasi delle parole.

Io che ascolto, tutta la musica che posso.

Io che cerco di restare seria mentre la tipa di un amico mi sbrocca, perché pensa che sia la sua amante.

Io che parlo alle assemblee.

Io col mio tascapane, inseparabile.

Io che parto, che torno, che viaggio, che racconto.

Io che amo, conosco, osservo.

Io che studio, ma solo quello che mi piace.

Io che rispondo “no.” e faccio il broncio.

A dieci anni di distanza…sono ancora questa?

Io, che non lo so.

A dieci anni di distanza…voglio ancora essere questa?

Io che rispondo di si.

Io che osservo l’alba che sorge, e ci vedo dentro tutte le mie costellazioni; che sono sempre state lì e non se ne sono mai andate.

Io che sorrido.

Io che finalmente mi sento io.

Io che mi ero persa, in questo mondo troppo grande, in tutte queste regole che non mi appartengono.

Io che mi scopro ancora capace di fare il broncio.

Io che sorrido, e mi accendo una sigaretta.

Io che mi sento immensamente serena.

Io che brucio questi sogni di plastica.

Io che non ho più paura.

Io che non ho alcun rimorso.

Io che fisso il mio armadio e ci vedo appeso il vestito rosso che mi ostinavo ad indossare al posto delle longuette rosa.

Io che accarezzo la mia rasatura.

Io che mi accorgo che non sono cambiata, che sono sempre stata questa.

Io che penso che sono io anche senza un paio di anfibi.

Io che ho voglia di rispondere “no.” a tutti quelli che se lo meritano.

Io, che sono semplicemente io.

Io.

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Pubblicato il giugno 18, 2012 su Soliloqui. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 11 commenti.

  1. Sana, che nostalgia…

  2. sono senza fiato… per tanta verità! ^_^

  3. Grazie carissime, contenta che vi sia piaciuto^^ in questo periodo un po’ così sentivo il bisogno di dire e dirMI chi sono, chi voglio diventare…o chi voglio continuare ad essere =)

    @Thid: già…tra parentesi è proprio in quel periodo che ci siamo conosciute ed ogni tanto ne sento la mancaza =) —-> *Sana parla come una vecchia* =P

  4. tra parentesi mi sento di suggerire la colonna sonora con cui ho scritto il monologo…perchè oltre a starci bene a mio avviso è un pezzo assolutamente splendido… https://www.youtube.com/watch?v=fevjc1AK8go&feature=relmfu

  5. Umile verità… nell’essere solo ed unicamente se stessi! Ed è bello riuscire a viversi nel “qui-ed-ora”…
    PS. metto spesso anch’io il broncio :-) quando la bimba dentro il mio cuore inizia a pestare i piedi e si stanca che l’adulta si lasci per un nonulla abbindolare ;-)
    Un bel percorso, Sanakiurata (carino il diminutivo…)
    Serenità :-) claudine

  6. Cara Claudine, intanto grazie =) per il resto…beh…non è che me lo sia propriamente scelto questo percorso, diciamo che nell’ultimo anno la mia vita è andata decisamente a scatafascio e così mi sono ritrovata a dover fare i conti con una vita del tutto nuova, o forse non proprio nuova…con un passato molto remoto di cui ricordavo poco.
    E così, chiedendosi un po’ per forza “e adesso? che faccio? chi sono? come me la cavo?” mi sono accorta che avevo perso di vista molte parti di me stessa; e poterle ritrovare, rendersi conto che me le sentivo calzare come un guanto, mi ha fatto sentire decisamente più leggera…come se mi fossi liberata da un macigno.
    E pian piano sto concludendo che forse non tutti i mali vengono per nuocere, forse avevo bisogno di questa scossa per ricostruire una realtà un po’ più aderente a me e un po’ più consapevole….

  7. Ma cosa diavolo sono le longuette rosa?
    egle

  8. longuette
    [pronuncia: longhèt]
    nome femminile francese invariabile
    vestito o gonna da donna che arriva al polpaccio.

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