Rinascimento 1.0

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Sentiva solo lo scricchiolio del terminale che caricava il programma. Aspettava. Sapeva che era pesante e che avrebbe impiegato qualche minuto. Attorno a lei c’era solo silenzio e ovunque si voltasse tutto quello che vedeva era nero. Naturalmente. Il dispositivo olografico che portava a mo’ di occhiali mostrava solo un ambiente vuoto, scuro. Per il momento. Sentiva la pelle formicolare, come quando si perde l’equilibrio, solo che anzichè essere questione di un attimo, quella sensazione sarebbe durata finchè non avesse sentito, finalmente, i suoni gracchianti e striduli del modem che si connetteva in rete. Faceva un caldo atroce. La finestra era aperta e a cadenza regolare sentiva le folate d’aria del ventilatore. Ultimo modello, un prodotto di design, ultra silenzioso. Nonostante questo sudava copiosamente, i vestiti appiccicati alla pelle. Questo aumentava la sensazione di vertigine, che a sua volta faceva lievitare l’impazienza come una bolla. Iniziò a tamburellare le dita sulla scrivania polverosa. Attorno a lei c’erano sono solo il caldo, l’aria immobile e il puzzo stantio di cipolla che saliva dall’appartamento degli slavi al piano di sotto. Ma ecco che sente lo stridio del modem, finalmente, come un coro d’angeli.

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