Rinascimento 1.6

Segue da:

Rinascimento 1.0: https://philomela997.wordpress.com/2011/12/30/rinascimento-1-0/

Rinascimento 1.1: https://philomela997.wordpress.com/2011/12/31/rinascimento-1-1/

Rinascimento 1.2: https://philomela997.wordpress.com/2012/01/02/rinascimento-1-2/

Rinascimento 1.3: https://philomela997.wordpress.com/2012/01/04/rinascimento-1-3/

Rinascimento 1.4: https://philomela997.wordpress.com/2012/01/05/rinascimento-1-4/

Rinascimento 1.5: https://philomela997.wordpress.com/2012/01/08/rinascimento-1-5/

1.6

Era un arco in stile gotico costruito in plastica dai colori cangianti. Quando Enza vi passò attraverso era di un rosa shocking che urtava gli occhi. Una ferita nella parete di pietra da cui si accedeva a un’enorme ambiente semibuio, squarciato a tratti dai lampi delle luci stroboscopiche e immerso nelle note dissonanti di una musica ritmica e famelica.

In condizioni normali non avrebbe frequentato un posto simile, così caotico, gremito di persone sconosciute che si accalcavano al bancone e si scomponevano in movimenti isterici sui cubi. Su un piano rialzato nero come un magnete strisciava una ragazza magra dall’aria afflitta, assediata da uno stuolo di figure bramose.

EnzaX9Z non se ne curò. Ognuno era responsabile delle proprie azioni, nel Rinascimento. Ad attirare la sua curiosità fu invece il ciambellano, che doveva essere corso dentro non appena le navi erano sfilate lontano. Questa volta si trovava sopra una piattaforma aerea molto stretta e instabile, che lo costringeva a rimanere immobile per non sbilanciarsi e precipitare. Enza iniziò subito a salire una scala a pioli che sembrava trovarsi lì apposta per lei e si trovò faccia a faccia con l’ometto.

Era vestito di colori sgargianti, pantaloni gialli e camicia verde sovrastata da un enorme cappellaccio rosso.

– Che fai quassù? Non rischi di cadere? – chiese. Non sapeva perché, ma voleva bene al ciambellano.

– Dondolo, non vedi? Cadere è un rischio controllato – rispose l’ometto con uno strano sorriso storto.

– Ma… se cadi cosa succede?

– Niente – fece il ciambellano – mi ricaricano e ricomincio daccapo.

Enza allora, senza riflettere, fletté dondolandosi sulla scala e spinse la piattaforma aerea facendo precipitare il ciambellano. Non voleva che morisse, in fondo gli voleva bene anche se non sapeva perché, ma era curiosa di vedere cosa sarebbe successo.

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