Manuale eclettico di semiotica – 4. Strutture

Manuale di semiotica

Dal Manuale di Semiotica di Ugo Volli, Editori Laterza, Bari, 2006

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4. Strutture

ASSI SINTAGMATICO E PARADIGMATICO – Strutturalismo

Il funzionamento di ogni elemento della comunicazione non dipende esclusivamente dal modo in cui è costituito, ma dal suo rapporto con gli elementi che gli sono vicini. Si tratta di una relazione negativa che ha la forma dell’opposizione.

Esistono 3 rapporti che ogni elemento della comunicazione intrattiene necessariamente:

– quello che lega significante e significato, o un messaggio al suo contesto. Si tratta di un rapporto verticale (arbitrarietà verticale è quella che lega elementi in modo storico e contingente);

– un elemento è legato a tutti gli altri elementi cui è congiunto, insieme ai quali si presenta (arbitrarietà orizzontale, i significanti hanno senso in quanto si differenziano dagli altri). Il primo modo in cui un elemento comunicativo è vicino ad altri segni è la contiguità spaziotemporale. La relazione che si instaura è detta sintagmatica (per analogia con la sintassi). La serie di tutti gli elementi congiunti in questo modo è detta Asse del processo. Nell’asse del processo i vari elementi si oppongono tra loro per categorie e insieme si pongono a vicenda dei vincoli;

– un’altra relazione di vicinanza (sempre caratterizzata da arbitrarietà orizzontale), più astratta, è quella che lega ogni elemento ad altri elementi che potrebbero stare al suo posto, e che dunque gli sono in un certo senso simili. Perchè ci sia senso occorre che vi siano combinazioni permesse e altre proibite, cioè che non tutte le possibilità di combinare gli elementi di un certo campo siano equivalenti.Questo secondo asse si chiama del sistema, o paradigmatico. Qui gli elementi sono congiunti da un rapporto di sostituzione.

Gli assi del processo e del sistema definiscono e organizzano le risorse culturali e comunicative disponibili per una certa funzione in una certa società.

La forma imposta su un certo campo comunicativo dai due assi sintagmatico e paradigmatico si può definire come la struttura di questo campo.

[Lo strutturalismo, elaborato a partire da de Saussure, è la proposta di applicare le nozioni di struttura che abbiamo appena esposto e in particolare il metodo che privilegia le relazioni di opposizioni sui contenuti positivi dei singoli elementi.]

ESPRESSIONE E CONTENUTO – Hjemslev

Nei sistemi simili alla lingua gli assi paradigmatico e sintagmatico originano dei piani, degli spazi coerenti dove hanno relazione fra loro degli elementi dello stesso genere.

Piano del significante e del significato, o piano dell’espressione e del contenuto.

Si dice sostanza la materia linguistica che è già in relazione con una forma.

In ogni sistema semiotico si trovano:

– una sostanza dell’espressione, ad esempio la voce articolata del linguaggio;

– una sostanza del contenuto, che comprende il nostro modo di percepire e pensare il mondo o una sua frazione;

– una forma dell’espressione, come la sintassi della lingua;

– una forma del contenuto, lo schema lessicale di una lingua.

In alcuni semplici sistemi linguistici (come per esempio i semafori in cui il rosso corrisponde in modo univoco allo stop)ogni unità del piano dell’espressione corrisponde un’unità sul piano del contenuto. In questo caso i piani si dicono conformi.

Le lingue storiche e i sistemi comunicativi più complessi, invece, non sono conformi e vengono detti biplanari.

La biplanarità è importante perchè assicura alla comunicazione il gioco necessario ad esprimere realtà complesse e nuove.

Un sistema biplanare è anche detto simbolico. Tra questo e un sistema conforme esiste una via di mezzo costituita dai sistemi semi-simbolici, utilizzati spesso nelle pubblicità.

SEMANTICA

Ogni segno, che congiunge significante e significato, è una sezione della lingua.

– Scomponendo il piano dell’espressione arriviamo agli elementi più piccoli capaci di portare autonomanente un significato: i monemi, o morfemi, che corrispondono alle parole. Continuando a scomporre si ottengono gli elementi minimi del processo che influenzano il significato: i fonemi, o lettere.

– Sul piano del contenuto esiste un oggetto corrispondente al monema: il lessema o semema. Non ci sono invece oggetti che corrispondano ai fonemi.

La lingua si deve analizzare dunque a due livelli diversi: gli elementi autonomi minimi del contenuto sono molto più grandi di quelli dell’espressione. Il linguaggio ha una doppia articolazione.

Se sul lato del significante (o dell’espressione) è possibile condurre un’analisi per componenti, occorre trovare un modo per condurre un’analisi altrettanto efficace sul piano del significato, o contenuto.

Lo studio del significato si chiama semantica, e si divide in 3 branche:

– la semantica dei valori di verità, di derivazione filosofica, che si propone di definire quali sono le condizioni logiche che consentono a un enunciato di dire qualcosa di vero sul mondo;

– la semantica cognitiva, di derivazione psicologica, che propone una teoria della comprensione;

– una semantica di ispirazione linguistica e semiotica, che pone al centro delle ricerche l’elaborazione di un metodo per la descrizione del piano del contenuto dei linguaggi.

Secondo questo terzo tipo di semantica, il significato di un segno si determina all’interno del sistema semiotico che viene studiato, in quanto selezione di una porzione del piano del contenuto di quello stesso sistema.

Una semantica di questo tipo deve assumere il significato come una unità culturale, come un valore di senso di volta in volta determinato dal sistema semiotico che viene preso in esame.

L’analisi semantica sfrutta la possibilità di articolare tra loro due strati fondamentali che definiscono le strutture di senso: quello della manifestazione e quello dell’immanenza.

Al di sotto dei lessemi, nello strato immanente, esistono i sememi che possono a loro volta essere scomposti in semi.

I semi sono gli elementi minimi del contenuto, hanno natura strutturale e vengono identificati come operatori di differenza. Il loro valore è strettamente relazionale.

I semi possono essere:

– figurativi, vericalità/orizzontalità;

– astratti, relazione/termine;

– timici, euforia/disforia.

QUADRATO SEMIOTICO – Greimas

La continuità dell’asse sintagmatico del sistema è solo apparente, in realtà è marcata da opposizione che sono stabilite e organizzate dalle convenzioni culturali.

Il quadrato semiotico, utilizzato da Greimas ma teorizzato da Aristotele, serve a precisare e a dispiegare un concetto nei confronti dei concetti che gli sono opposti.

S1 e S2 sono contrari. Questa relazione di contrarietà è arbitraria. I requisiti sono che S1 e S2 appartengano allo stesso piano semiotico e che siano disgiunti, ovvero che non abbiano alcun elemento comune;

S1 e -S1, S2 e -S2 sono contraddittori;

-S1 e -S2 sono subcontrari. Mantengono una polarità oppositiva ma possono avere in comune delle zone intermedie;

S1 e -S2, S2 e -S1 sono legati da una relazione di implicazione (o deissi).

Esempio di quadrato semiotico:

S1 bianco

S2 nero

-S1 non bianco (scuro)

-S2 non nero (chiaro)

Il Quadrato di veridizione è l’applicazione proposta da Greimas del quadrato con tema dell’essere e del sembrare:

TESTO

Il testo si può considerare come l’oggetto concreto di una comunicazione, un segmento dell’asse del processo, autonomo e ben definito.

La scelta dei confini di un testo, e dunque la definizione di quel testo, è responsabilità del lettore.

Un testo è dunque qualunque frammento del processo vhe sia trattato come un testo da qualcuno.

Esistono dei dispositivi, i metatesti, che suggeriscono al lettore come ritagliare un testo e secondo che modalità leggerlo. Si tratta di metasegni, paratesti (come titoli, biografie, capitoli).

Il concetto di testo rimane un’astrazione, con questo termine non s’intende infatti il singolo concreto manifestarsi di una comunicazione, ma del suo modello generale.

Esempio: il testo Promessi Sposi è indipendente dalle sue numerose edizioni e formati.

Token: singola occorrenza concreta di qualunque fenomeno.

Type: tipo astratto di cui queste occorrenze concrete sono esempi.

Uno dei requisiti fondamentali perchè un segmento del processo possa essere considerato un testo è che si possa dire intorno a che cosa verte, a quale domanda risponde, qual è il suo Topic.

Il topic (o tema) è la risposta, sempre provvisoria, a una domanda che il lettore rivolge al testo e che suona come: Di cosa stai parlando?

Una delle condizioni fondamentali affinché una serie di enunciati possa essere considerata come un testo, è che tra gli enunciati sia possibile tracciare dei legami di coerenza semantica.

Il topic non è un dato interno al testo, esso è frutto di un’operazione pragmatica compiuta dal lettore, che mette a fuoco il testo in base a una certa ipotesi di senso, e dipende dall’iniziativa del lettore e dalla sua competenza enciclopedica.

Il complesso di conoscenze e credenze sul mondo condiviso in un certo tempo e in una certa società, che si chiama enciclopedia, è lo sfondo di senso per ogni evento comunicativo.

A differenza del topic, l’isotopia è una struttura semantica che si può considerare inerente al testo stesso. E’ una caratteristica del testo che deve essere riconosciuta dal lettore tramite l’operazione pragmatica della scelta del topic.

Esistono testi pluri-isotopici, che consentono più di un percorso di lettura. (Esempio: fede assoluta – credenza piena)

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Approfondimenti

Wiki – Strutturalismohttp://it.wikipedia.org/wiki/Strutturalismo_(linguistica)

La logica aristotelicahttp://www.ariannascuola.eu/joomla/filosofia/la-filosofia-greca/aristotele/la-logica-aristotelica.html

Wiki – Paratestohttp://it.wikipedia.org/wiki/Paratesto

Foto Hjemslev

Immagine Quadrato semiotico

Immagine Quadrato di veridizione

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