Pattuglia Fire-bird-997 – Prologo

Ebbene sì, il 997 di questo blog ha un significato! Un po’ scemo, ma ce l’ha……

Ero al liceo e nelle interminabili ore di biologia morivo di noia. Così, con le mie amiche super nerd, ho inventato un’ambientazione fantascientifica post-apocalittica. I nostri personaggi abitavano una caserma con regole severe e temibili missioni da compiere, il tutto rappresentato in una serie di orribili vignette bidimensionali (le mie erano le peggiori di tutte!)

Il risultato dei nostri sforzi “artistici” esiste ancora, racchiuso nel Liber Deliri (^^””). Questo invece è il prologo di un romanzetto ispirato al suddetto Liber, a cui per ora non segue alcun capitolo :P

Enjoy! :D

 

Prologo – Una giornata tipo

– Ax, questa discoteca fa schifo, non potrebbe fare concorrenza nemmeno a un circolo parrocchiale.
Thid si guardò intorno desolata.
– Non valeva la pena aspettare sedici anni per entrarci. Non è affatto giusto… tutte queste aspettative deluse. Mi stai ascoltando?
Ax era appoggiata a una colonna con lo sguardo perso nel vuoto.
Thid le diede una spinta:- Ce ne andiamo? Almeno in camera c’è la tv.
Ax ebbe un moto di sdegno ma si limitò a rispondere:- Vai tu se vuoi, io resto. Dall’altra parte della sala c’è Niko…
Thid seguì lo sguardo dell’amica, e difatti dall’altra parte della stanza vide Niko.
Era un bel ragazzo, niente da dire, e aveva quell’aria un po’ cupa e densa di fascino che attraeva le ragazze come Ax.
Jeans neri, maglia nera piacevolmente aderente, lunghi capelli neri e una vistosa cicatrice sulla guancia sinistra. Niko aveva un’aria un po’ sperduta. Sembrava a disagio e Thid ebbe un’illuminazione:- Ax, quel poveretto si è infilato in questa sala delle torture dalla musica rimbombante solo per te, credo. Dovresti andare a salvarlo… ma guardalo! – disse con voce melensa.
Ax distolse lo sguardo da Niko per posarlo su Thid:- Non andrò a salvarlo, non farò niente di simile, e nemmeno tu. Non mettermi in imbarazzo o ti spezzo le braccine, capito?
Thid deglutì.
– Come ti pare Ax, in fondo se vuoi stare a consumalo con gli occhi fai pure, ma tanto varrebbe innamorarsi di un quadro.
– Innamo… che? – ripetè Ax con una smorfia. – Andiamo, è meglio – disse trascinando Thid fuori dal locale.

***

Niko guardò di sfuggita le due ragazze che uscivano.
Era mosso da sentimenti contrastanti: da una parte era felice che se ne fossero andate, così poteva anche lui uscire da quell’inferno, dall’altra gli dispiaceva non poter più contemplare Ax.
Aspettò una decina di minuti poi raggiunse Jake, che era rimasto in camera, a suo dire, per studiare.
– Come va lo studio?
Jake si alzò di scatto. Aveva in mano un joystick e la televisione trasmetteva le immagini di un nuovo videogioco. Spense la consolle.
– Ho fatto una pausa! Questo nuovo gioco è fantastico, in pratica sei un incursore e devi uccidere pelosi!
– Fantastico, di solito però i videogiochi servono per evadere dalla realtà. Tu giochi a quello che tra pochi mesi dovrai fare di lavoro.
Jake guardò Niko pensieroso:- Non l’avevo pensata in questi termini.
– Lo immaginavo. Piuttosto, perché non vai dalla tua ragazza e le chiedi se Ax ha detto qualcosa di me, stasera? A un certo punto mi è sembrato che mi guardasse.
Jake si ritrasse in un gesto di supplica:- Niko, sono le 11:30, tra mezz’ora c’è il coprifuoco, e se vado da Thid quella pazza mi trattiene fino al mattino. Noi sappiamo bene che passare una notte in bianco… compromette l’efficienza!
– Hai ragione – sbuffò Niko buttandosi sul letto.
– Prometto che le parlerò domattina a lezione – disse Jake, e fece per andare a dormire.
– Comunque – aggiunse – dovresti provare a parlarci con Ax, non ti ammazza.

Alle 7:30 Jake raggiunse Thid in mensa per la colazione.
– Come sta il mio sex symbol personale? – lo approcciò lei quando lo vide.
– Sto bene, grazie – rispose Jake – ma ti devo parlare di Niko, vuole sapere se Ax ha detto qualcosa di lui – dichiarò con una smorfia. – Credevo che fosse una specie di duro, invece guardalo adesso, completamente rammollito…
Thid prese il suo vassoio e si sedette a un tavolo libero, seguita da Jake.
– Ax l’ha guardato tutto il tempo senza mai andare a parlargli, secondo me quei due sono senza speranza.
– Ottimo! Glielo dirò. Senza speranza!
– Non gli dire così! Sei pazzo? Oh, ciao Zel! – salutò Thid alzando lo sguardo.
Zelphie si sedette con loro, seguita poco dopo da Criss, Ross e Dany.
– Ciao ragazzi, come va? – chiese Jake.
Dany si prodigò in uno sbadiglio:- Bene, ho passato la serata con un tipo che sembrava ben disposto nei miei confronti, ma niente da fare… come al solito. Forse dovrei farmi suora!
– Non ti ci vedo come suora – commentò Ross. – Poi tu servi alla Firebird! A proposito, dalla settimana prossima inizieremo gli allenamenti specifici per l’esame, dobbiamo dare il massimo!
– C’è già una data sicura? – chiese Criss con aria imbarazzata.
In quel momento arrivò Ax correndo e si lanciò sul tavolo col vassoio:- Data per cosa?
– Per l’esame – rispose Ross. – Comunque non c’è ancora una data precisa, ma sarà a novembre, quindi abbiamo agosto, settembre e ottobre per prepararci, e dobbiamo farlo al meglio.
– Sarà una passeggiata! – commentò Ax cacciandosi in bocca una gigantesca cucchiaiata di cereali.
– Ah ragazzi, c’è una novità! – disse Zelphy. – Pare che lo scimmione abbia avuto un incidente in una missione, per cui da oggi avremo un nuovo insegnante di scherma!
Ax alzò la faccia dal piatto di uova strapazzate: – Povero scimmione, cosa gli è successo?
– Non lo so nel dettaglio, ma penso che resterà chiuso in un ospedale per un bel po’, da quel che ho sentito i pelosi l’hanno conciato piuttosto male.
– E’ stato avvelenato? – chiese Ross.
– Questo non lo so, ma ho paura che non camperà molto comunque, e se sopravviverà non tornerà come prima – rispose Zelphy.
Jake aveva finito la colazione e si alzò in piedi: – Che allegria ragazzi, non ho bisogno d’altro di prima mattina! Vado a vedere che fine ha fatto Niko, ci si vede a scherma!

Alle ore 8:00 la pattuglia d’incursione 997 (rinominata Firebird dai suoi membri) era riunita nell’aula di scherma assieme a diverse altre pattuglie, per conoscere il nuovo tipo di allenamento che avrebbero sostenuto fino all’esame di convalida, superato il quale sarebbero diventate pattuglie operative.
Erano ancora in pochi a sapere dell’incidente di David Carlen (lo scimmione), perciò ci fu un bel po’ di trambusto quando nell’aula si presentò un uomo giovane e attraente che disse di chiamarsi Dart.
Fece un discorso breve ma conciso nel quale spiegava l’incidente del suo predecessore, poi passò in rassegna una pattuglia alla volta per informarsi sulla loro situazione, le valutazioni, i membri, le eventuali mancanze.
Zelphy era come rapita, non poteva far altro che guardare con aria estasiata quell’apparizione divina. Aveva anche una bella voce…
Quando l’insegnante si piazzò di fronte alla Firebird, Ross assunse una posizione consona e iniziò a spiegare.
La pattuglia 997 era formata da otto membri, cinque maschi e tre femmine.
Ross era il capo pattuglia, classe guerriero leggero.
Ax era un guerriero pesante, l’elemento di sfondamento del gruppo.
Thid era la spia.
Jake e Niko guerrieri pesanti.
Zelphy e Dany erano esploratori.
Criss era un guerriero leggero e un esperto di pronto soccorso.
Le valutazioni, sia singole sia di pattuglia, oscillavano tra gli 80 e i 100 punti su 100.

Quando Ross finì la presentazione e Dart si allontanò, Zelphy riprese a respirare.
La lezione trascorse in fretta, il nuovo professore faceva amare la materia… soprattutto alle studentesse.
Zelphy era rimasta folgorata dal suo sguardo attento, dai capelli a caschetto e dal fondoschiena.
All’ora di pranzo si avviò in mensa assieme a Ross, che la guardava incuriosita.
– Ti senti bene, Zel? – le chiese Ross. – Mi sembri un po’ stralunata.
– Oh cavolo, si nota? – chiese Zel guardandosi i piedi imbarazzata.
– Si nota eccome, che ti prende?
Zel si mordicchiò un’unghia: – Niente, è solo che… te l’aspettavi così bello il nuovo professore?
Ross la guardò alzando vistosamente un sopracciglio: – Sei già innamorata?
– Senti, mi conosci dal tempo dell’Accademia, ti sembro il tipo da amore a prima vista? – chiese Zelphy un po’ piccata.
– Se devo essere sincera, sì! – ghignò Ross prendendo un vassoio al volo e mettendosi in fila per la zuppa di cereali.
– Non sono innamorata, però mi ha colpito. Ha un bel modo di fare… vorrei conoscerlo, parlarci… chissà che vita ha vissuto finora. Mi piacerebbe saperlo, tutto qui. Se poi dovesse scoccare la scintilla… non mi dispiacerebbe!
– Ehi Zel, per me puoi fare quello che vuoi, basta che non ti distrai dall’addestramento. Noi passeremo quell’esame a pieni voti, e inizieremo il Servizio con la paga massima. Non voglio accettare niente di meno. Se vuoi provarci col nuovo prof fai pure, e poi vieni a raccontarmi tutto! Però abbiamo una missione che voglio portare a termine. Sin da piccola sapevo che avrei contribuito a disinfestare questo pianeta e ormai ci sono quasi, dobbiamo solo superare quell’esame – disse Ross con aria un po’ melodrammatica.
– Quando mai le mie cotte hanno compromesso la mia efficienza? Direi piuttosto che mi fanno da sprone per migliorare! Non preoccuparti per l’esame Ross, faremo un figurone.

Quando i loro vassoi furono pieni di cibo andarono a sedersi.
– Senti Ross, ma davvero tu non vedi l’ora di iniziare con la vera vita della pattuglia d’incursione? Io non ne sono troppo sicura. Non mi fraintendere, da un certo punto di vista non vedo l’ora di incominciare, d’altra parte però non riesco a dimenticare i discorsi di Criss. Se ci pensi noi non siamo altro che conquistatori, e stiamo sterminando un’intera specie animale. Io andrò avanti, perché credo nella causa Terrestre e voglio liberare questo pianeta perché un giorno possa ospitare milioni di coloni, però mi resta qualche dubbio. Qualche volta penso a come sarebbe se dopo una missione io mi sentissi in colpa… forse ci si fa l’abitudine… potrei chiederlo a Dart! Lui avrà una qualche esperienza in materia!
– Ma certo, secondo me non vede l’ora di discutere delle noiosissime questioni etiche con una studentessa innamorata cotta! – disse Ross ridendo.
– La tua mancanza di sensibilità mi disgusta. Ma che ne sai tu di quello che piace fare a lui, scusa! Magari non vede l’ora di parlare con me e sta cercando una scusa per farlo!
– Forse hai ragione – disse Ross infilzando un boccone di carne – ma forse non è ancora pazzo di te. Fai così, domani vieni a lezione in minigonna e tacchi a spillo, vedrai che ti noterà e ti inviterà a uscire!
Detto questo ingoiò il boccone con aria compiaciuta.
– Molto divertente. Potrei trovare una scusa per restare in aula dopo la fine della lezione! Aiutami a trovare un’idea! Che razza di amica degenere, pensi solo al cibo – disse Zelphy guardando disgustata il piatto di Ross.
– E’ perché ho fame. Se non avessi le farfalle nello stomaco l’avresti anche tu. Comunque non ti posso aiutare a trovare una scusa. Ne sto ancora pensando una per sedurre Criss. Ci sto pensando da mesi – disse Ross, poi lavò via il saporaccio di quel pensiero con un bicchiere di spremuta.
– Guarda Ross che Criss ti adora. Devi solo raccogliere la mela matura, che ci vorrà mai!
– Già, purtroppo è più facile a dirsi che a farsi. Ho lezione tra quindici minuti, fisica – disse Ross alzandosi agilmente. – Ci vediamo in palestra?
– Sì, non vedo l’ora… – rispose Zelphy con aria assente, mentre rimestava svogliatamente l’insalata nel piatto.

Nel pomeriggio era prevista una sessione di palestra per esploratori e guerrieri leggeri. Ross era in coppia con Zelphy, così Criss iniziò ad allenarsi con Dany. Pensò che se anche Ross fosse stata ancora single probabilmente non avrebbe avuto il coraggio di avvicinarla. Lei era così bella e sicura di sé, probabilmente lui non aveva nessuna speranza nemmeno di attirare la sua attenzione.
– Ehi Criss, mi dai una mano in letteratura quando finiamo qui?
La voce di Dany lo riportò alla realtà:- Ah, va bene. Vieni in camera mia? – rispose distrattamente.
La sua principale preoccupazione in quel momento era sorvegliare ogni mossa di Ross. A un certo punto gli sembrò di aver incontrato il suo sguardo. Distolse immediatamente gli occhi e per poco non fece cadere Dany.
– Ma ci stai con la testa? – sibilò lei, che incredibilmente aveva mantenuto l’equilibrio. Lo sguardo corrucciato di Denisia esigeva una risposta, anche se dirlo a lei sarebbe stato come dirlo a tutti, ma ormai non poteva evitarlo.
Passarono le due ore di palestra a fingere di esercitarsi parlando di Ross e di come Criss avrebbe dovuto sedurla, cosa che imbarazzava moltissimo lui e divertiva tremendamente Denisia.
La conversazione si risolse con un nulla di fatto, Criss era ancora bloccato nella sua fatale indecisione.

Il resto della giornata trascorse senza troppi intoppi per la Pattuglia Firebird 997, che era di un giorno più vicina all’esame di convalida.

Foto da: http://www.google.it/imgres?q=sci+fi&num=10&hl=it&biw=1280&bih=685&tbm=isch&tbnid=lVB_6X4H3QxIsM:&imgrefurl=http://angerface.deviantart.com/art/Sci-Fi-Landscape-125858474&docid=_-30iuakBqvqaM&imgurl=http://www.deviantart.com/download/125858474/Sci_Fi_Landscape_by_angerface.jpg&w=3456&h=2304&ei=CoNTT8nIIMz14QSPodCyDQ&zoom=1&iact=hc&vpx=972&vpy=151&dur=360&hovh=169&hovw=247&tx=204&ty=98&sig=110459340961983455020&sqi=2&page=1&tbnh=138&tbnw=187&start=0&ndsp=15&ved=1t:429,r:9,s:0

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