Un nuovo romanzo – La forma

Rubrica – Un nuovo romanzo

Premesso che io sono un po’ una control freak… e date le passate esperienze di totale stravolgimento della trama quando avevo già scritto mezzo romanzo… questa volta sto cercando di “fare le cose per bene”.

Mi è venuta in mente una spiegazione grafica/visuale per la stesura di un romanzo: all’inizio c’è l’idea, una massa informe concentrata in un nucleo. E’ materia da plasmare, molto plastica, che aspetta di essere elaborata. Dal nucleo informe dell’idea si deve sviluppare una narrazione, come se l’autore prendesse la materia e iniziasse a tirarne fuori dei grossi filamenti, dei tronconi. Poi dai tronconi si devono estrarre fili più sottili, da intrecciare tra loro in una ragnatela di disegni sottili e magnifici, finché la materia del nucleo originario non sia completamente distribuita nell’insieme del testo.

Io sono alla fase dell’estrazione di tronconi ^^

Quello che mi sto chiedendo, elaborando schemi e schede, è quanto la forma influenzi il contenuto di una storia.

Ho scelto, per una serie di ragioni, di optare per una ripartizione triadrica del romanzo: voglio tre protagoniste che presentino tre punti di vista in una storia che s’intreccia, in moduli da tre capitoli, ogni capitolo dedicato a un personaggio.

E’ una scelta di forma, avrei potuto scegliere moltissime forme diverse per raccontare la stessa storia, eppure in questo modo pensando a questo nuovo romanzo sembra di ballare un valzer, o di intessere una treccia.

Probabilmente, se avessi scelto un punto di vista unico o qualunque altro format, andando avanti a pensare alla storia mi sarebbero venute idee diverse… no?

La stessa cosa vale quando ci si mette al computer a scrivere. Alcuni scrittori dicono che non amano conoscere tutta la storia che vogliono raccontare prima di scriverla, perché altrimenti si annoierebbero, sapendo già come andrà a finire.

Questo argomento mi sembrava molto plausibile fino a pochi giorni fa, quando ho realizzato una verità importante (per me): il contenuto non prescinde mai dalla sua manifestazione lineare, dalla sua superficie testuale.

Facendo uno schema dei capitoli, una scaletta, si crea una storia il cui contenuto è influenzato dalla forma scelta. Allo stesso modo, nel processo materiale di scrittura forma e contenuto sono intrecciati e si costituiscono in un insieme omogeneo solo nell’atto di scrivere. Anche con una scaletta, dunque, sapendo già dove si andrà a parare, come è possibile annoiarsi? Nel momento in cui si scrive tutto è una sorpresa. Anzi, sorprendersi delle proprie stesse parole è una delle cose più belle.

Foto ragnatela

Annunci

6 thoughts on “Un nuovo romanzo – La forma

  1. L’idea della massa informe, dei tronconi e dei filamenti mi ha chiarito abbastanza sulle modalità di scrittura che seguirei nel raccontare, per esempio, la storia del personaggio del mio post “quella sera,quando partii senza bagaglio”. In quel caso, i tronconi potrebbero essere due, come le protagoniste. Ho tante domande ma te ne faccio una, non voglio essere seccante.
    a) come evitare che i due punti di vista sembrino(per mia imperizia) due narrazioni separate?o meglio, ci sono tecniche particolari che danno alle due storie la possibilità di intrecciarsi?
    Sempre prezioso quello che scrivi!

    Mi piace

    1. Sono contenta che l’idea ti sia stata utile! E ovviamente fai tutte le domande che vuoi :P
      Provando a rispondere…… non so di tecniche particolari, ma del resto non ho mai letto un manuale di scrittura ^^
      Se ho capito bene vuoi presentare due “tronconi” corrispondenti a due personaggi che però vivono la stessa vicenda. In questo caso il problema potrebbe essere più che altro quello di distinguerli abbastanza (più che distinguerli troppo).
      Se invece i due personaggi seguono due corsi di eventi differenti che però vanno a convergere in un’unica storia sul finale….. dovresti strutturare in maniera significativa le fasi del racconto, in modo che il collegamento tra i due tronconi capiti in un momento preciso, che faccia da svolta alla narrazione. Nel momento in cui i personaggi (dentro al testo) si accorgono di vivere la stessa storia (cosa di cui il lettore_fuori del testo_ ovviamente si era già accorto) la storia stessa cambia, il ritmo accelera ecc.
      Ad esempio: due personaggi vivono le loro vite separate seguendo una propria routine. L’incipit del racconto, ciò che da il via alla narrazione, potrebbe essere proprio la presa di coscienza dell’altro personaggio. Possono conoscersi, o venire in qualche modo a sapere che esistono, o incontrarsi sul web, qualunque cosa. Da lì parte la storia. :D
      Buona scrittura!!!

      Mi piace

  2. Interessante il tuo suggerimento sull’incipit!! Incomincio a pensarci. E se la presa di coscienza, l’una dell’altra, avvenisse alla fine? la narrazione si caricherebbe di una tensione maggiore, anche perchè ci sarebbe quello che si chiama il colpo di scena. Non trovi?
    Mi hai dato un mare di spunti, grazie, grazie, grazie….

    Mi piace

    1. Ma prego! eheh Il colpo di scena ci sta, però è difficile da rendere, soprattutto bisogna che la narrazione sia molto ben bilanciata lungo tutto il testo perché il colpo di scena non risulti scontato ;) Però quando funziona viene molto bene!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...