Manuale eclettico di Semiotica – 7. Interpretazione

Manuale di semiotica

Dal Manuale di Semiotica di Ugo Volli, Editori Laterza, Bari, 2006

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7. Interpretazione

L’assunto di base della semiotica interpretativa è che un testo sia incompleto senza l’intervento di un lettore.

Per raggiungere il giusto equilibrio tra il detto e il non detto, il mittente deve indovinare la competenza enciclopedica del destinatario.

Decodifica aberrante: il destinatario interpreta il testo in maniera diversa da come l’autore intendeva che il testo fosse interpretato.

L’autore può cercare di indirizzare il lettore:

– Introducendo segnali che selezionino il ubblico;

– Incoraggiando un certo percorso di lettura;

– Evidenziando gli snodi narrativi principali attraverso un appello diretto o stimolando l’attività previsionale del destinatario;

– Fornendo le informazioni utili a una corretta interpretazione.

Esistono testi aperti (che lasciano spazio all’interpretazione) e testi chiusi (come l’orario ferroviario).

Non interessano alla semiotica l’autore e il lettore empirici, ma l’autore e il lettore modello, due strategie testuali.

Lettore modello: un insieme di condizioni di felicità, testualmente stabilite, che devono essere soddisfatte perchè il testo sia pienamente attualizzato nel suo contenuto potenziale.

Autore modello: strategia testuale impiegata dall’autore empirico per indirizzare nel senso voluto l’attività cooperativa del lettore.

Lettore e autore modello sono iscritti nel testo.

Chi legge un testo è chiamato ad avanzare ipotesi circa il significato da attribuire alla superficie espressiva che ha di fronte.

Cooperazione interpretativa.

I punti del testo in cui è stimolata l’attività previsionale e inferenziale del destinatario vengono chiamati disgiunzioni di probabilità.

Il lettore è chiamato a selezionare, dalle possibili accezion degli elementi linguistici presentati nel testo, solo quelle che gli sembrano pertinenti alla luce di una determinata ipotesi di senso.

Testo: ogni porzione del mondo sensibile sulla quale decidiamo di esercitare la nostra attività interpretativa.

L’interprete è tenuto a rimettere continuamente in gioco le sue congetture. Questo processo è un esempio di circolo ermeneutico, ovvero il fatto paradossale ma necessario di interpretare le parti alla luce del tutto e viceversa.

Abduzione

Secondo Peirce tutta la conoscenza assume la forma dell’inferenza, ovvero essa è sempre mediata dal ragionamento e mai intuitiva.

Gli elementi che possono entrare in gioco in un processo inferenziale sono: caso, risultato, regola.

A seconda della posizione assunta da questi tre elementi si hanno diverse inferenze: deduzione, induzione, abduzione.

Deduzione: dalla regola, verificando il caso, verso il risultato. Dall’universale al particolare (Es. Tutti i fagioli in questo sacco sono bianchi; questi fagioli provengono da questo sacco; questi fagioli sono certamente bianchi).

Induzione: dal caso, verificando il risultato, verso la regola. Dal particolare all’universale (Es. Questi fagioli provengono da questo sacco; questi fagioli sono bianchi; tutti i fagioli in questo sacco, forse, sono bianchi).

Abduzione: dal risultato, alla regola, al caso. Tra il risultato e la regola c’è un salto logico (Es. Questi fagioli sono bianchi; tutti i fagioli che provengono da questo sacco sono bianchi; questi fagioli provengono da questo sacco).

Il meccanismo dell’abduzione è in gioco ovunque ci sia interpretazione.

Un’abduzione è tanto più originale quanto più si discosta dai percorsi interpretativi già battuti (p forniti dalla società).

I modelli esplicativi forniti dalla società costituiscono un bagaglio di conoscenze enciclopediche per l’interpretazione. Parte di queste conoscenze provengono dalla possibilità di riconoscere le circostanze di enunciazione dei testi.

La competenza enciclopedica di cui il lettore si avvale per riempire gli spazi vuoti del testo può essere concepita come una serie di rappresentazioni mentali schematiche (sceneggiature) di natura seminarrativa che i membri di una certa cultura hanno elaborato sulla base di ripetute esperienze.

Sceneggiatura: o script, è una struttura di dati che serve a rappresentare una situazione stereotipata.

Default values: elementi della sceneggiatura dati per scontati fino a prova contraria.

Oltre alle sceneggiature comuni esistono anche le sceneggiature intertestuali, di cui fanno parte le regole di genere.

Generi di discorso

L’insieme dei testi di una cultura viene chiamato intertesto, e la conoscenza dell’intertesto è la competenza intertestuale.

L’interpretazione si colloca tra familiarità ed estraneità.

Un testo familiare non ha valore informativo ma ha un effetto consolatorio.

L’estraneità frustra le aspettative del destinatario generando un effetto di confusione.

La capacità di elaborare ipotesi di senso dipende dall’equilibrio tra ciò che è noto prima della lettura e ciò che c’è di inedito nel testo.

Ogni testo è disseminato di segnali di genere per orientare il lettore.

Narrative artificiali e naturali

La prima scelta interpretativa del lettore riguarda il mondo possibile degli eventi raccontati.

Narrative naturali: gli eventi avvengono nel mondo reale. L’enunciatore invita il lettore a credere che gli venga narrato un fatto reale. Fino a prova contraria il lettore accetta i fatti come veri.

Strategie di adesione fiduciaria del lettore:

mascheramento oggettivante, cancellazione delle marche dell’enunciazione che possono far pensare alla parzialità del punto di vista;

mascheramento soggettivante, fa leva sull’autorità del lettore.

Narrative artificiali: il lettore deve credere che quanto legge si vero all’interno del mondo possibile narrativo in questione.

Segnali di finzionalità: metafore, linguaggio figurato, uso poetico del mezzo espressivo, assenza di coordinate temporali precise.

Segnali di realtà: date, personaggi storici, eventi conosciuti, carattere informativo del testo.

Esistono dei generi di confine, come la tv verità, le leggende metropolitane.

Interpretazione e Uso dei testi

Decostruzionisti: ogni interpretazione vale l’altra a secnda del punto di vista scelto dal lettore. Il ruolo attivo del lettore è spinto all’estremo, il margine di libertà interpretativa è illimitato.

Eco: ribadisce l’importanza del lavoro cooperativo.  Il testo si pone sempre come paramentro delle proprie interpretazioni possibili.

Criteri di distinzione tra Uso e Interpretazione:

– Intentio auctoris, quello che voleva dire l’autore empirico;

– Intentio operis, ciò che il testo vuole dire in riferimento ai propri sistemi di significazione e alla propria coerenza testuale;

– Intentio lectoris, ciò che il destinatario fa dire al testo in riferimento ai propri sistemi di significazione e ai propri desideri, pulsioni, credenze…

La semiotica, come il decostruzionismo, non fonda l’interpretazione sull’Intentio autoris.

Eco: vede l’interpretazione come oscillazione tra l’Intentio operis e l‘Intentio lectoris.

Decostruzionismo: sposta l’accento sulla libera iniziativa del destinatario in modo che il testo diventi il puro stimolo per la deriva interpretativa, o semiosi illimitata.

Esistono vai gradi di Uso testuale: in generale l’Uso corrisponde a un atteggiamento non cooperativo del lettore che impone al testo una chiave di lettura estranea all’Intentio operis.

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Approfondimenti:

Umberto Eco, Lector in fabula

Concetto di Pertinenza di Prieto

Concetto di Intertestualità di Batchin

Decostruzionismo, Rorty

Foto Umberto Eco

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