Charles E. Morris (1901 – 1979)

Manuale di semiotica

Wiki ita: http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_W._Morris

Wiki eng: http://en.wikipedia.org/wiki/Charles_W._Morris

Enciclopedia Treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/charles-morris/

Charles William Morris (Denver, 23 maggio 1901 – Gainesville, 15 gennaio 1979) è stato un semiologo e filosofo statunitense.

Si è occupato di psicologia sociale e in questo ambito si è messo in evidenza con una indagine sociale da lui condotta e pubblicata nel 1956 riguardante le modalità e le preferenze di vita di un gruppo di studenti, preso come campione, dislocati in varie nazioni. Tra le conclusioni dello studio vi è stata la convinzione che esistano elementi comuni a tutte le civiltà che costituiscono un patrimonio collettivo condiviso.

Negli anni venti ha approfondito le opere di Bertrand Russell, Charles S. Peirce, Ernst Cassirer. Ebbe occasione di incontrare e conoscere noti linguisti, tra i quali Leonard Bloomfield, Roman Jakobson.

Vicino agli ambienti del Circolo di Vienna e al suo positivismo logico, ha sviluppato un’originale forma di pragmatismo.

L’approccio di Morris alla semiotica divide il soggetto in sintassi, che si occupa della combinazione dei segni, semantica che tratta il significato dei segni e pragmatica che riguarda l’origine, l’uso e gli effetti dei segni. Morris propone la tripartizione di un segno in veicolo segnicodesignatum e interpretante; questa tricotomia appare inizialmente nel suo libro Lineamenti di una teoria dei segni.
Il fulcro della studio di Morris, più che il segno è il comportamento “segnico” dell’uomo, dove quest’ultimo concetto deve essere inteso come quell’oggetto o evento che richiami per associazione un altro oggetto o evento non presente.
Morris si soffermò sulle caratteristiche, sulle categorie, sulle determinazioni del linguaggio oltreché sulla necessità di rifondare la filosofia.

[Wiki Ita]

***

Morris ha recato sul terreno del pragmatismo e del behaviorismo americani le istanze più vive delle indagini neopositivistiche europee sull’analisi del linguaggio e sul carattere linguistico dei problemi filosofici, elaborando una scienza generale dei segni linguistici, o semiotica. Egli l’ha costruita da un punto di vista biologico-behavioristico, esaminando la funzione assolta dal segno nel comportamento degli organismi; quindi, attraverso la distinzione dei vari usi del segno e dei modi di significare, è pervenuto alla classificazione dei diversi tipi di discorsi.

Alla costruzione di una teoria rigorosamente comportamentistica della comunicazione segnica sono dedicati Foundations of the theory of signs (1938; trad. it. 1955 e 1963) e il fondamentale Signs, language and behaviour  (1946; trad. it. 1949, 3a ed. 1977). Morris presentava una teoria generale dei segni o semiotica che individuava tre diversi livelli di analisi del linguaggio e del significato e che di tutte e tre queste dimensioni si proponeva di rendere conto facendo riferimento a comportamenti osservabili senza alcun rinvio a stati mentali privati: accanto alla semantica, studio della relazione tra i segni e gli oggetti denotati, e alla sintattica, volta a determinare le relazioni tra i segni, Morris auspicava la nascita dellapragmatica, interessata alle relazioni tra i segni e chi li usa.

[Treccani]

Foto Morris

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