Il lupo e l’inverno.

I Monologhi di Sana – Rubrica

Questo inverno, questo inverno ha lo stesso odore di allora; è un odore che non saprei definire, in parte è il solito odore dell’inverno, ma ha, in sé, qualcosa di più, forse è l’odore del cambiamento, quello stesso inverno in effetti odorava di cambiamento, di aria nuova, fresca, come quelle mattine gelide e limpide che sembrano ritemprare da sole corpo e spirito,  come mi mancano,  quelle albe magnifiche,  con il loro cielo azzurro e sterminato, la luce dorata che benedice il nuovo giorno e gli alti stridii delle rondini.
Di colpo, quasi mi fossi scossa da un lungo sonno, mi ritrovo a pensare, a chiamarmi…una voce mi chiama da un tempo remoto: Sana, dove sei finita?
Ed io non so rispondere, dove sono stata, tutti questi anni?
Non ricordo, è stato un lungo sonno senza sogni.
Che voglia, che voglia di tornare, mi osservo da lontano, docile bue che si è fatto schiavo della terra e dell’aratro, che miseria mi vedo sulle spalle, che pena mi faccio.
Ma la natura del lupo non si può celare a lungo, non si può nascondere per sempre, il lupo è spietato e crudele, il lupo è egoista.
Sempre più rabbrividisco al pensiero di queste catene, che io stessa ho costruito, e sempre più spesso mi chiedo se davvero sono così docile da legarmici.
No, credo di no, il lupo è libero e temerario, il lupo non teme nulla.
Questa vita indolente e ovattata, questa vita sopportata mi ha stufato, sono annoiata, sono stanca, sono satura, voglio riprendere il cammino, l’avventura.
La calma con cui ammetto a me stessa tutto ciò, la freddezza con cui mi rendo conto che nulla di ciò che potrà accadere mi spaventa davvero, mi fanno rabbrividire, al contempo mi compiaccio di me stessa; non temo più l’ignoto, la solitudine, mi sento pronta ad accettare le mie sfide, vivendole con tutta la forza del cuore, poiché è imbattibile, infrangibile, inaffondabile, il cuore del lupo.
Questo odore suscita strani ricordi, una voglia di fare, di correre avanti, di riscoprire me stessa, di ritrovarmi in una mattina gelida ad aspettarmi sul ponte, pronta per un nuovo viaggio, una nuova avventura, una nuova scoperta.
Poco importa se sarò sola, questa vita da bue, davvero non fa per me; e mi sento come se tutto il monde fosse ai miei piedi, e l’orizzonte non dovesse finire mai, ci sarà sempre una nuova alba, nuova gente da conoscere, nuove strade da percorrere, ma da ora basta, niente più compromessi, il lupo è tornato a correre.
Libero, impavido, solitario, ma altrettanto saggio, il lupo incomincia la lunga traversata, la distesa di neve davanti, la distesa di neve dietro, il sole che abbaglia.
Sospiro, felice, paga, mi sento, dopo tanto tempo mi sento…sono tornata.

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6 thoughts on “Il lupo e l’inverno.

    1. Non sempre è facile essere se stesse, integre…
      Anche se sono ancora indecisa su quanti compromessi siano ammissibili per viversi a fondo una delle tante sfaccettature che ci compongono, sopprimendo o limitando molto, alcune delle altre….

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      1. Il principi di non contraddizione e del terzo escluso (Aristotele) che ancora ci perseguitano, non credo aiutino molto nella vita pratica. La realtà è contraddizione
        e paradosso. O questo o quello mi è sempre suonato più un ricatto che una scelta.
        baci egle

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