Ibrido.

I Monologhi di Sana – Rubrica

Distruggo.

Smonto e destrutturo.

Quello che tu hai fatto germogliare in me.

Mi riassemblo in spirali psichedeliche e vortici di colore.

Saldo, dipingo, scolpisco.

Non siamo altro che residuati di questa civiltà che decade, noi stessi siamo rozzi e decadenti…polverosi.

Sono un manichino meccanico, una struttura di riciclo.

Osservo nella polvere dell’arena le due me.

Meccanica versus Organica.

Giocano a combattersi, a distruggersi senza pietà.

Ed io lavoro ogni notte nell’officina nella mia testa…e mi chiedo come si fa a non diventare come te…a non arrugginire.

Mi seziono: questa parte si, questa no.

Riprendo gli scarti di una vita fa.

Li ridipingo, li riassesto.

Ti osservo nell’angolo, immobile e triste.

La tua testa si è fermata così, china a guardare il terreno.

Niente più cuore che batte.

E presa dalla paura riprendo il lavoro.

Come si sopravvive alle giornate di sole?

E a quelle di pioggia?

Un cuore meccanico…si può costruire?

Un ingranaggio di carne, può germogliare?

Non voglio finire.

Stacco pezzi di me, li sostituisco.

Osservo la mia mano sinistra…ora è fatta di vecchi tubi.

E i miei occhi scorrono in codice binario.

Ma sento ancora il dolore esplodermi nel petto.

Si può escludere la paura come un meccanismo non funzionante?

Mentre mi scolpisco getto lo sguardo indietro, quelle due ancora non si decidono su chi deve morire.

Incido la carne e sogno l’apocalisse.

Dipingo il mio ventre con immagini di vite distorte.

Ricucio la mano destra che avevo gettato via.

Che fare?

Che fare?

Che fare?

Che fare?

Da un angolo la Santa Muerte mi osserva con la sua clessidra, e sorride.

Io sudo, dispero, piango, rido.

Con tocco febbrile continuo a lavorare.

Non voglio morire, non voglio arrugginire.

Mi installo tubi di vene.

Ma loro, hanno qualcosa che non va…fanno qualcosa che non va.

Non combattono più; si fermano così, coperte di sangue e polvere nel mezzo dell’arena.

Ansimano, si fissano, camminano, si avvicinano.

Si stanno abbracciando…si uniscono in un bacio pieno di passione.

Ed io di colpo non sono più.

Sollevata da un vortice invisibile, sento un fluido di vita scorrermi dentro.

Ed i miei tubi saltano, dal liquido esplodono un milione di fiori fluorescenti che mi avvolgono.

Il mio cuore ancora troppo umano assorbe colore e ritmo sintetico.

Una corona di filo spinato mi acconcia i capelli.

La mia pelle si dipinge.

Sanguino.

Olio e plasma.

Dal suo angolo la Santa Muerte ride forte e mi guarda come a dirmi: “Hai avuto paura, eh?”

Ma non è ancora il momento di arrugginire.

Non è ancora il momento di finire.

E mi staglio contro la luce di un’eterna beatitudine.

Estasi; mentre cresco e germoglio in questa sublime ibridazione.

Guardo le mie mani, ferro e carne.

Mi va bene così, mi piacciono così.

Bisogna rischiare di perdere la propria umanità per ritrovare il senso.

Bisogna riciclarsi per non arrugginire.

Bisogna cercarsi, distruggersi, costruirsi.

Siamo ibridi, costruzioni di scarti e fiori nuovi.

 

NOTA: Per chi non lo sapesse la Santa Muerte è una figura di culto messicana dalle origini incerte; rappresentata come uno scheletro con un manto colorato (il colore cambia a seconda della grazia richiesta: rosso per l’amore, verde per il lavoro, giallo per  problemi di denaro, etc.) e la falce oppure con una clessidra in una mano e una marionetta nell’altra. Viene invocata come patrona dei poliziotti, dei ladri e di tutti coloro che fanno mestieri pericolosi; è spesso il soggetto di molti tatuaggi poichè si crede che portarne l’immagine sulla pelle tenga lontano i pericoli mortali. Nonostante sia molto venerata in tutto il Messico non è mai stata riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa. Altre figure simili sono venerate in tutto il sud America, per esempio San La Muerte in Argentina e Paraguay.
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5 thoughts on “Ibrido.

    1. addirittura?? beh di sicuro devo ringraziare il “Crack”, festival di arti&fumetti organizzato al Forte Prenestino che mi ha ispirata tantissimo!!
      E Alice Cooper per la colonna sonora che mi ha accompagnata nella stesura ;P

      Mi piace

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