Animatomia

Tanta verità, troppa verità.

Scavare nel profondo, vivisezionare.[1]

Attraversata la pelle, la carne, le ossa vengono messe in mostra – al contrario. Il corpo diventa vetrina dell’anima. Negotium, porta aperta, luogo d’incontro. E’ vetro… filtra la luce. E’ ferita… respira.

Si incide, perché si può toccare. Il suo solo scudo è il mezzo che ti porta dentro, il viatico, il coltello che ha scavato, plasmato per scavare. Tutto emerge, si rivolta, sfoggia le cuciture. Diventa immagine, figura da guardare, linguaggio composito, moto verso… frutto delicato e impudico. Mela da cogliere, dall’albero della conoscenza? O rossore da contemplare, privata creazione?

Si scava con l’incontro, lo sguardo, la parola, ma all’origine si scava con le mani. Si affonda un gesto netto, si apre uno spazio, si fa posto al seme. Si cura e si coltiva la radice profonda del proprio essere.  Ci si rende parto di sé. Si lascia il capo rivolto al cielo come il primo germoglio: dondola al vento.

A tanta verità si può immedesimarsi? Si può patire-con, riconoscere l’affanno del fare segno all’indicibile?

Tiresia che svela l’arcano inconfessabile viene punito, non zittito! Dice il vero, è senza menzogna, ma a chi lo ascolta giunge profetico. La profezia chiede interpretazione, è oscura verità per chi non vede nel buio.  Il signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè nasconde, ma indica[2], porge un segno.

Tiresia ha piena visione e maschera di cecità, l’una viene dall’altra.

I miei occhi vedono a stento nel buio, seguo la mano di chi guida, mostro fiducia.

Devo, poiché a tanta verità si può anche soccombere.

 

Fior di Donna

[1] “Animatomia” è la performance nata dall’incontro tra la compagnia Iris di teatro danza e la ceramista Fiorenza Pancino. https://philomela997.wordpress.com/2012/06/20/proposte-con-la-f-maiuscola-animatomia-ex-mof-2/

“Animatomia” sono tre identità femminili all’incontro con un’altra, tre relazioni non amalgamante, tre singolarità umane e artistiche in rapporto ad una quarta che crea per loro, plasma su misura, al loro incontro, strumenti individuali con cui indagarsi. La ceramica è l’ostacolo che fa sorgere il movimento. E’ strumento per andare alla ricerca, plasmato su misura per compierla.

Lo scritto è  un personale feedback a caldo, dopo la visione della perfomance.

[2] Frammento di Eraclito n. 93, Diels-Kranz

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2 thoughts on “Animatomia

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