Semiotica Generativa

Wikipedia Ita: http://it.wikipedia.org/wiki/Semiotica

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Algirdas Julien Greimas

Partendo da diversi presupposti la semiotica strutturale e generativa assume anche una diversa prospettiva riguardo al modo in cui si deve intendere la stessa analisi semiotica. Algirdas Julien Greimas ha definito un modello di analisi semiotica adattabile ai più svariati oggetti di ricerca. Prima di tutto secondo Greimas la narratività deve essere ritenuta il modello generale di organizzazione di ogni testo. Questo significa che ogni testo contiene al proprio interno una struttura basata su di uno sviluppo narrativo anche solo potenziale. In questa prospettiva al centro dell’attenzione dell’analisi non è più quindi il processo di interpretazione e i suoi meccanismi, ma la narratività e le sue strutture all’interno del testo.

Greimas parte da un “modello stratificato” del testo e delle sue strutture che deve rendere ragione ad ogni livello dei suoi meccanismi di senso. Da questa concezione deriva la definizione di semiotica strutturale e generativa; infatti la struttura del testo viene intesa come costruita secondo piani tra loro collegati da un meccanismo di “espansione” da un livello inferiore più analitico e astratto verso livelli sempre più concreti e articolati. Da sottolineare il fatto che la generatività di tale percorso di strutturazione del testo non va assolutamente intesa in senso genetico – non si vuole dire che esistevano prima, nella mente del supposto autore, delle strutture astratte e semplici del senso, quasi un nucleo primario del testo, e che da queste si sia generato per espansione il testo di superficie -, ma semplicemente che dal punto di vista dell’analisi le strutture di base o “profonde” devono essere la giustificazione della coerenza e della coesione delle strutture di superficie.

L’ipotesi è quindi che il senso si generi a partire da opposizioni semplici, astratte e profonde, e che queste possano essere ritenute il fondamento delle strutture di superficie del testo da noi di fatto fruibile. Il modello di Greimas prevede quindi l’ipotesi di un modello generativo costituito da due fondamentali dimensioni di base, una sintattica e l’altra semantica, la prima che regola gli aspetti di costruzione formale del senso del testo e l’altra i suoi aspetti di contenuto. La vera e propria stratificazione in livelli è invece poi basata sulla presenza di strutture profonde dette semio-narrative e di strutture più superficiali dette discorsive.

Vladimir Jakovlevic Propp

Importante nella costruzione del modello greimasiano è stato il riferimento all’opera dell’etnografo russo Vladimir Jakovlevic Propp Morfologia della fiaba pubblicato nel 1928. Propp, analizzando un corpus limitato di fiabe di magia russe aveva individuato una struttura ricorrente di trentuno funzioni narrative presenti in tutte le fiabe con varianti relative. Aveva inoltre individuato il ricorrere di sette sfere d’azione che caratterizzavano i ruoli di alcuni personaggi nelle fiabe in analisi.

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Dalle sfere d’azione Greimas elabora un modello più astratto delle funzioni svolte dai personaggi potenzialmente adattabile ad ogni forma di narrazione. Chiama queste funzioni attanti e le identifica in tre coppie essenziali: soggetto/oggetto; destinante/destinatario; aiutante/opponente.

In ogni testo è quindi possibile individuare la figura di un Soggetto che intende conseguire un Oggetto di valore. Evidentemente nel racconto può presentarsi la figura di un Anti-soggetto che svolge un programma narrativo uguale ma contrario rispetto a quello del Soggetto per conseguire il medesimo Oggetto di valore. La valorizzazione dell’oggetto avviene attraverso l’intervento di una ulteriore figura attanziale che è quella del Destinante che propone la motivazione all’azione del Soggetto; il Destinatario sarà poi la figura attanziale che sancisce il successo o l’insuccesso dell’azione dell’eroe-Soggetto. In questo meccanismo astratto si inseriscono le due figure attanziali dell’Aiutante che appoggia il Soggetto nel raggiungere il proprio obiettivo e dell’Opponente che cerca di inibire l’azione del Soggetto.

Questa vera e propria sintassi narrativa è completata dalla suddivisione del racconto in quattro momenti fondamentali: lo Schema narrativo canonico è diviso in quattro momenti essenziali: la manipolazione, in cui il Destinante investe il Soggetto di un compito; la competenza in cui il Soggetto assorbe le informazioni fondamentali per conseguire lo scopo; la performanza in cui il Soggetto di fatto agisce per conseguire il proprio Oggetto; e la sanzione in cui il Destinatario riconosce il successo o l’insuccesso del Soggetto.

Un ulteriore aspetto fondamentale del modello greimasiano deriva dagli studi da lui compiuti di semantica strutturale. Il tentativo di individuare un modello astratto della costruzione del significato di singoli lessemi attraverso la loro scomposizione in tratti elementari e primitivi (come era riuscita a fare la fonetica per il piano dell’espressione) ha portato Greimas a individuare anche all’interno di ogni testo un nucleo semantico fondamentale scomponibile in elementi in opposizione. Il concetto stesso di categoria semantica di Greimas è fondato sull’idea che si tratti sempre di una categoria oppositiva: il bianco senza il nero non è in sé dotato di senso. Ogni categoria semantica per essere esplorata e analizzata nei singoli contesti deve quindi essere pensata come una categoria oppositiva: ad esempio il maschile si oppone al femminile (contrari), allo stesso tempo si trova in relazione di contraddittorietà con il non-maschile (contraddittori), e di complementarità con il non-femminile (complementari). In sostanza ogni categoria semantica può essere rappresentata attraverso il modello grafico di un quadrato: il quadrato semiotico (derivato dal quadrato logico aristotelico). Le relazioni tra i quattro vertici del quadrato definiscono poi i termini complessi: ad esempio se uomo e donna si collocano ai vertici rispettivi del maschile e del femminile, ciò che è maschile e femminile (l’asse dei contrari) allo stesso tempo definisce l’ermafroditismo; mentre sull’asse corrispondente dei sub-contrari del non-femminile e del non-maschile si trova la non-sessualità dell’angelo.

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