Blog – Il Porco al lavoro

Blog – Recensioni

Sito: Il Porco al lavoro

Il Porco ha occhi di mucca cerchiati di rosso, infossati in un viso con pappagorgia a quattro strati. Ha labbra che fremono, attorno a una bocca che sputa parole grevi: se non vieni a letto con me non potrai fare il lavoro che vuoi. Ha mani gonfie con dita così corte da sembrare mozzate, che vorrebbero toccare, accarezzare, sfregare. Ha tessuti molli pronti a rizzarsi al contatto di (giovani) membra succubi e ambiziose. Pensa di poterci comprare tutte, che ci offriremo a lui senza opporre resistenza. In cambio dei nostri corpi lui ci darà un posto sicuro, prestigio e visibilità. Ci farà diventare quello che abbiamo sempre desiderato – così almeno crede lui: famose e acclamate, con il mondo ai nostri piedi. Questa è la storia che ci racconta. Ma non lo fa subito. Prima, con lentezza e cura dei dettagli, prepara la trappola. E noi stiamo a guardare.

Un blog romanzo/diario che parla di precariato, giornalismo, molestie sul lavoro e lo fa con uno stile crudo e pulito, senza nascondere niente ma senza l’autocompiacimento morboso del piangersi addosso.

Questo blog racconta un’esperienza ammettendo una serie di errori, né più né meno, ma così facendo offre a chi legge una prospettiva reale, che senza ipocrisie di sorta racconta la storia di una giovane donna. Giornalista professionista e appassionata del suo lavoro, Olga vive una vita di lavori precari e rapidi traslochi. Quando finalmente intravede la possibilità di sistemarsi decide di coglierla al volo. La storia del Porco al lavoro inizia da qui.

Su Facebook: Naif Manontroppo

Mi chiamo Olga. Sono una giornalista professionista e lavoro come freelance (ma chiamatemi precaria, se preferite). Ho aperto questo blog che racconta la storia di una violenza sul lavoro. Un travaglio durato due anni e mezzo, fatto di ricatti sessuali e mobbing.

Le cose, quando accadono, non sono sempre facili da riconoscere. O da nominare. Io quando ho incontrato il Porco al lavoro non ho trovato le parole adatte e ho subito in silenzio, senza riuscire a portarlo nell’aula di un tribunale e senza guadagnarmi la solidarietà dei colleghi e delle colleghe.

Con questo blog vi porto dentro i meccanismi sociali e psicologici che stanno alla base della violenza sul lavoro. Un tema di cui si preferisce tacere, sui media e altrove. Eppure le donne italiane che subiscono ricatti, molestie e vessazioni sessuali sul luogo di lavoro (o per motivi di lavoro) sono circa 1 milione e 200 mila.

Con questo blog voglio mostrarvi anche uno spaccato del mondo del giornalismo italiano, fatto di precarietà, raccomandazioni, colpi bassi e competizione sleale.

Per contattare Olga: naifmanontroppo@gmail.com

Avvertenze: Iniziate a leggere i post di Luglio 2012, non i primi che trovate sulla homepage!

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