Penìa

Rubrica Scarabocchi

Penìa, (la povertà) il mancante

Proprio perché figlio di Poros e di Penìa, Eros si trova nella condizione che dicevo: innanzitutto è sempre povero e non è affatto delicato e bello come si dice di solito, ma al contrario è rude, va a piedi nudi, è senza casa, dorme sempre sulla nuda terra, sotto le stelle, per strada davanti alle porte, perché ha la natura della madre e il bisogno l’accompagna sempre.

La povertà si faceva poesia:

di un vecchio cappotto logoro

pieno di toppe e di rammendi

sapevi la notte

cucirne il calore e la forza

per i piedi del tuo bambino.

Scarpe di stoffa come solo regalo

per la domenica e i giorni di festa,

con ago e filo, un sofferto ricamo

per addolcire la miseria funesta.

La povertà si faceva carezza

anche se dura, secca e rugosa,

di mani incise dal freddo e l’arsura

con solchi irti come la terra arata,

calanchi di fatica e della vita.

La povertà si faceva crudele

negli occhi arcigni delle comari,

le spose giovani del bel paese

che avean gli amori da ripagare.

E tu da sola, senza nessuno,

la notte e il giorno ed ogni minuto

lavori duro per le mani che mancano

e di carezze spremi secco il ricordo

di quando terra non rimava con guerra

ed al tramonto si poteva tornare,

lasciar l’arnese e rincasare,

stringersi i fianchi e provare ad amare…

E tu da sola, senza nessuno,

sai di esser donna per l’amore fedele,

vesti tuo figlio, quella sola fortuna,

bestia mansueta su una terra crudele. –

La povertà era anima infame

fatta di fango, terra e letame,

l’impasto crudo su cui Dio mise un vento

che cresce e vive in perpetuo tormento.

La mancanza

D’altra parte, come suo padre, cerca sempre ciò che è bello e buono, è virile, risoluto, ardente, è un cacciatore di primo ordine, sempre pronto a tramare inganni; desidera il sapere e sa trovare le strade per arrivare dove vuole, e così cerca la sapienza per tutto il tempo della sua vita, è un meraviglioso indovino e ne sa di magie e di sofismi. E poi, per natura, non è né immortale né mortale. Nella stessa giornata sboccia rigoglioso alla vita e muore, poi ritorna alla vita grazie alle mille risorse che deve a suo padre, ma presto ciò che si procura gli sfugge sempre di mano: e così Eros non è mai povero e non è mai ricco.

Platone, Il Simposio, a cura di Giovanni Reale, edizione Bompiani 2000. Cit. dal Discorso di Socrate (203 D-E)

Nota 114: “Penia simboleggia la materia e la dimensione corrispondente di ciò che è mancante.”

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