Happy Halloween

Per ricordarci che HAlloween non è una scusa per fare vandalismo o la fiera del petardo ambulante, ma festività con radici antiche e occasione per la buona scrittura (e lettura ovviamente): I Fuochi di Samhain su Speechless Magazine.

«Halloween è la forma popolare di All Hallows Eve o All Hallows Even (o Evening), ‘Vigilia (o Sera) di Ognissanti’ […] nelle isole britanniche nel periodo di Ognissanti non solo si onoravano i morti […], ma si accendevano anche falò, i giovani facevano scherzi, e i poveri andavano di porta in porta chiedendo cibi (pane e dolci), in cambio di preghiere per le anime del purgatorio. I questuanti tenevano in mano lanterne ricavate da rape incavate, in cui la luce della candela stava a simboleggiare un’anima del purgatorio […]» (pp. 24-25).

Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi, Halloween,  Einaudi, Torino 2006

http://www.treccani.it/scuola/itinerari/un_libro/rec_240.html

31 Ottobre: Samhain

E’ l’unica festività celtica indicata dal Calendario di Coligny (come Samonios).

I celti festeggiavano il nuovo anno a Samhain, oggi celebrato come Halloween o festa di Ognissanti, che segnava anche l’inizio dell’inverno. Il nome Samhain è irlandese moderno e deriva da una parola irlandese antica: samain, samuin, osamfuin, che potrebbe significare fine dell’estate.  In irlandese moderno Samhain è il nome del mese di novembre. È anche una festività neopagana che si celebra negli stessi giorni, in particolare nel Celtismo e nella Wicca.

Benché nel Calendario di Coligny, l’unica fonte archeologica che fa riferimento al computo del tempo presso i celti, l’unica festa chiaramente indicata sia Trinuxtion Samoni (Samonios), tradizionalmente si ritiene che dividessero l’anno in due parti: inverno detto geimhredh (il cui inizio era segnato dalla festa di Samhain) ed estate detta samradh (di cui l’inizio era segnato da Beltane). I Celti erano influenzati principalmente dai cicli lunari e dalle stelle che segnavano lo scorrere dell’anno agricolo che iniziava con Samhain (in novembre), alla fine dei raccolti, quando il terreno veniva preparato per l’inverno. La vigilia di Samhain (in irlandese Oidhche Shamhna) era la festività principale del calendario celtico, probabilmente celebrata il 31 ottobre, e rappresentava l’ultimo raccolto.

Oggi in IrlandaOíche Shamhna indica la notte di Halloween. I falò hanno sempre avuto un ruolo importante in questa festa. Anche in epoca cristiana i villici usavano lanciare nel fuoco le ossa del bestiame macellato (il bestiame aveva un ruolo prominente nel mondo gaelico pre-cristiano). Una volta che i falò erano stati accesi, tutti gli altri fuochi venivano spenti e ogni famiglia prendeva solennemente il nuovo fuoco dal falò sacro situato a Tlachtga, vicino alla reale Collina di Tara. Nella dimensione circolare-ciclica del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all’anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava e i vivi potevano accedervi.

Come molte feste celtiche, veniva celebrata a più livelli: dal punto di vista materiale era il tempo della raccolta e dell’immagazzinamento del cibo per i lunghi mesi invernali. Essere soli in questa occasione significava esporre sé stessi e il proprio spirito ai pericoli dei rigori invernali. Spiritualmente parlando, la festa era un momento di contemplazione. Per i Celti morire con onore, vivere nella memoria della tribù ed essere ricordati nella grande festa che si sarebbe svolta la vigilia di Samhain era una cosa molto importante (in Irlanda questa sarebbe stata Fleadh nan Mairbh, Festa dei Morti). Questo era il periodo più magico dell’anno: il giorno che non esisteva. Durante la notte il grande scudo di Skathach veniva abbassato, eliminando le barriere fra i mondi e permettendo alle forze del caos di invadere i reami dell’ordine e al mondo dei morti di entrare in contatto con quello dei vivi. I morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le tribù erano un tutt’uno col loro passato e il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo.

Samhain fa parte dei momenti dell’anno che segnano tangibilmente il ritmo solare – lunare – agricolo ed è una festa di distruzione e ricostruzione del tempo cosmico, per cui chi non vi partecipa rischia di essere distrutto poiché è escluso dal tempo. A questo proposito in un testo ogamico sta scritto che “Chi non veniva ad Emain in occasione della notte di Samhain perdeva la ragione. Si provvedeva ad alzare il tumulo, la sua tomba e la sua pietra tombale nella mattina seguente”  (Ogam, XI, 61). “L’autorità reale è sospesa, il re subisce la morte rituale, è annegato in una botte di vino e la sua casa viene incendiata” (Ogam , VII, 38).

Samhain è una festa mitico-rituale che presenta evidenti aspetti di culto orgiastico, di rottura delle norme tradizionali e di riti di propiziazione e fecondazione. A quest’ultimo proposito antichi testi gaelici irlandesi parlano di sacrifici di primogeniti di animali (è dubbio che venissero eseguiti anche sacrifici umani), offerti all’idolo Cromm Cruaich (Testa del Tumulo). Tale uso crudele sarebbe stato abolito da San Patrizio (Dindshenchas di Mag Slecht; Vita Triplice, I, 90-91).

Infine, dal punto di vista dell’ordine cosmico, il sorgere delle Pleiadi, le stelle dell’inverno, segna la supremazia della notte sul giorno. In alcune parti della Bretagna occidentale si usa cucinare le kornigou, torte a forma di corna di cervo, a simboleggiare il Dio cornuto che perde le corna prima di ritornare nel suo regno nell’Aldilà.

Vedi post Festività pagane e Sabba

In tema con la festa celtica Speechless Magazine presenta una raccolta di nove racconti dedicati alle streghe.

I Fuochi di Samhain: nove storie sulle figlie della notte, firmate da autori italianissimi. Storie che spalancano le porte su una dimensione altra, che pervade il nostro mondo senza distinzioni temporali e geografiche. Demoni venuti dall’Oriente e spiriti della neve, giovani donne chiamate all’antica vocazione della masca e famigli felinidi che vigilano su dimensioni stregonesche.

http://issuu.com/speechlessmag/docs/i_fuochi_di_samhain_-_storie_di_streghe

Godetevi la festa e leggete, leggete, leggete!

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