LaN – Lezioni applicate di Nomadismo [.4]

Una rubrica di Sana Kiurata

Cari nomadini,

dato il freddo-freddissimo che si è presentato alle nostre porte (del treno) per questa lezione ho deciso di parlare dei “vestiti da viaggio”;

La mia personalissima inclinazione in questo senso è di progredire per strati; per esempio ieri mi sono trovata a fronteggiare una fantastica Gianna (per chi non lo sapesse “Gianna” è il nome in dialetto romano della Tramontana) e una temperatura di tipo 3 gradi…come sono fortunata, eh?

E avendo aspettato la corriera per arrivare in stazione venti minuti in mezzo alla strada posso affermare con orgoglio di essere sopravvissuta solo ed esclusivamente grazie alla mia mania di stratificare vestiti!

Alur, la teoria della stratificazione è molto semplice: prima di tutto bisogna individuare i propri punti deboli; io per esempio è proprio raro che senta freddo alle gambe ergo un paio di pantaloni mediamente pesanti mi bastano mentre invece ho una nettissima tendenza a congelarmi: spalle, mani e piedi. (motivo per il quale sono perculeggiata dai miei amici, avendo la mania di portarmi una sciarpetta di cotone sempre dietro, pure ad Agosto).

Altro consiglio: la lana è da paura se volete stare caldi, se fate parte come me della banda dei grattaroli (cioè quelli che quando si mettono un indumento di lana iniziano a grattarsi come se avessero le pulci) mi spiace per voi, è una gran fregatura, ma la stratificazione ci può aiutare a superare anche questo problema.

La cosa che odio di più dell’inverno sono gli sbalzi termici (avete presente quando fuori si congela e poi entrando in una qualsiasi stanza scoprite che fa CALDISSIMO e iniziate a sudare come maiali in luglio? Ecco, quello…) e il fatto che non essendo preparati  spesso capita di non potersi levare abbastanza cose.

Attualmente ho sviluppato una idea-base abbastanza personalizzabile a seconda del clima e della propria freddolosità:

–          Maglia comoda a maniche lunghe

–          Eventuale maglia di lana a maniche lunghe

–          Maglia a maniche corte

–          Gilet di pile (personalmente mi trovo molto bene con le cose di Dechatlon, trovo che siano resistenti e calde, oltre che a prezzi abbastanza umani)

–          Felpa di pile

–          Cappotto in lana

–          Sciarpa cotone misto seta

–          Cappuccio in lana

–          Guanti mezze dita

(c’è la possibilità di aggiungere una ulteriore felpa per i climi proprio inclementi, l’aspetto inizia a tendere pericolosamente verso l’omino michelin ma – almeno a mio parere – sti cavoli, meglio caldi che belli!)

Faccio ora dei piccoli appunti sul perché scelgo determinate cose invece di altre magari più calde.

Guanti

Io li preferisco a mezze dita per 3 fondamentali motivi:

1 – ho le manine minuscole e anche i guanti da bambini tendono a starmi enormi e a farmi avanzare spazio in cima alle dita

2 – sono una nerd. Battere sulla tastiera tende a farmi congelare ancora  di più le mani, ma farlo con dei guanti completi sfiora l’impossibile.

3 – sono una tabagista e fumo tabacco rollandomi le siga, anche questa operazione sfiora l’impossibile con dei guanti normali.

Cappotto

Lo preferisco in lana perché tiene caldo ed è bello, oltre che facilmente abbinabile un po’ a tutto; odio le giacche a vento che trovo inutilmente voluminose, per carità calde eh, ma oscenamente ingombranti.

Sciarpe

In inverno ne porto ben due; quella base di cotone e seta che mi tiene al caldo il collo e la gola e la sciarpona-cappuccio in lana.

Per la prima la mia è una scelta puramente estetica, mi capita di sostituirla con i colli di pile.

Per la seconda c’entra sicuramente la scelta estetica (fa tanto viandante medievale e mi piace un casino) e “psicologica” (leggi: mi piace avere un enorme cappuccio che posso calarmi sul viso per non essere vista in faccia, ma forse non tutti sono paranoici e infastidibili come me).

Tiene molto molto caldo e all’occorrenza la parte sciarposa si può arrotolare per coprire più il collo o stendere per coprire anche parte delle spalle, oppure girare sul viso per evitare che ci caschi il naso per il freddo (fa un po’ terrorista-style ma la cosa, secondo me, ha un suo fascino =P); inoltre, trovo che ripari meravigliosamente dalla pioggia e se tornando a casa in piena notte la si stende per tutta la lunghezza la mattina dopo sarà asciutta.

Calzini

So che non avevo menzionato propriamente questo punto ma mi sembra giusto dedicargli almeno uno spazietto: io porto 2 paia di calzini più gli scaldamuscoli.

Un paio di calzettoni alti, uno di calzetti corti, anfibi contro l’acqua e scaldamuscoli sopra.

A me i piedi si congelano comunque a lungo andare, ma temo si tratti di un mio personalissimo bug. (un trucchetto che ho imparato negli anni è che i piedi tendono a restare a lungo della stessa temperatura di quando li infilo nelle scarpe, per cui cerco di scaldarmeli vicino a una stufetta prima di indossare gli anfibi).

Per ora non mi viene in mente altro…se avete altri consigli anti-freddo pratici, postatemeli, vi prego!!

Un bacissimo tessssori e buoni viaggi =)

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