Tu completi me? [.4]

Spesso ci chiediamo se esiste al mondo una persona che ci completi o se siamo destinati a rimanere soli fino alla fine dei nostri giorni. E se questa persona fossimo noi stessi? Oppure se fosse il nostro peggior nemico? O se fosse nostro fratello, il fratello la cui presenza davamo per scontata e che adesso non c’è più? O se fosse semplicemente il nostro grande amore? Ma poi, in fondo, non è meglio restare soli e incompleti?

Eccoci all’ultimo film di questa seconda rassegna:

L’UOMO IN PIU’ di Paolo Sorrentino (2001)

TRAMA: In una Napoli dei primi anni ’80, due uomini, un calciatore e un cantante, accomunati dallo stesso nome, Antonio Pisapia, si ritrovano a viaggiare su corsie parallele e a vivere lo stesso movimento altalenante di ascesa e caduta. Ma, come il titolo del film già preannuncia, c’è un uomo in più e, siccome il pareggio non esiste, di Antonio Pisapia ne dovrà restare uno solo…

 

“Io ho sempre amato la libertà. E voi non sapete manco che cazzo significa. Io ho sempre amato la libertà. Io sono un uomo libero.”

 (Antonio “Tony” Pisapia)

 

Tu completi me? Ma tu sei un timido, uno che chiede le cose gentilmente e sottovoce, uno che ha paura delle donne ma che allo stesso tempo le venera. Io invece. Io sono un uomo tinto un bastardo uno che si crede il re del mondo e che tratta tutti una merda e che non se n’è mai fregato un cazzo di niente e di nessuno uno che non va ai funerali neanche a quello di suo padre e che fa sesso più per vanità che per lussuria e per il quale saper cucinare il pesce conta più di voler bene a una persona. Io sono UNO. Io sono Tony. Mentre tu, Antonio, sei nessUNO. Perché tutti ti trattano così e, alla fine, finisci per crederci anche tu a questa stronzata. Perché ti dicono che la vita è un gioco e che tu non sei tagliato per gareggiare dato che sei un uomo fondamentalmente triste. E tu ci credi. E preferisci lasciarti andare e farti stritolare negli abissi dai tentacoli di un polipo piuttosto che continuare a lottare per la cosa più importante di tutte: la libertà. Tu, Antonio bello, sei come il fratello che non sono riuscito a salvare. Il fratello che mi accompagnava a pescare in quel mare stronzo e meraviglioso che è la vita. Tu Antonio eri la parte in più di me. Ma ora, anche se mi hai lasciato solo, lo spettacolo deve comunque andare avanti e io ho un pubblico che mi aspetta. Allora non posso fare altro che salire sul palco e dedicarti la prossima canzone. Questa.

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