L’arte di Pellegrino Artusi

EVENTI- FOLKLORE

in romagna, dal 22 al 30 giugno

Settimana dedicata al folklore e alle tradizioni: perdonatemelo, davanti a certe occasioni non posso proprio fare a meno di parlarne. L’evento che nessun romagnolo D.O.C. può saltare, ma in generale ogni buon italiano, è la FESTA ARTUSIANA a Forlimpopoli:  “festa militante, in difesa e a tutela dei prodotti di qualità, nel rispetto della tradizione”  dedicata al padre indiscusso della cucina italiana, Pellegrino Artusi (Forlimpopoli 1820 – Firenze 1911).

Per sette giorni (dal 22 al 30 giugno) Forlimpopoli si trasforma nella capitale della cucina nazionale: non solo piaceri e convivialità, ma riscoperta di profonde tradizioni storiche e culturali, riflessioni e incontri, sperimentazioni e apertura al nuovo.

Peculiarità dell’appuntamento artusiano è quello di affiancare il cibo inteso come piacere del palato, alla riflessione culturale e sociale della tavola: al suo uso consapevole, la sua sostenibilità ambientale, la tipicità, per citare alcuni temi. In questa direzione, diversi gli appuntamenti e gli incontri di alto livello, in compagnia di studiosi e ricercatori universitarie anche operatori del settore.”

Se vi sorgessero dubbi sull’alto valore culturale della cucina, è lo stesso Pellegrino Artusi a ricordarvi qual’è la filosofia con la quale ci si accosta alla tavola, nella sua lettera al lettore posta a introduzione del suo famosissimo ricettario, prendendo a prestito le parole del caro amico e poeta Lorenzo Stecchetti:

Il genere umano – egli dice – dura solo perché l’uomo ha l’istinto della conservazione e quello della riproduzione e sente vivissimo il bisogno di sodisfarvi. Alla sodisfazione di un bisogno va sempre unito un piacere e il piacere della conservazione si ha nel senso del gusto e quello della riproduzione nel senso del tatto. Se l’uomo non appetisse il cibo o non provasse stimoli sessuali, il genere umano finirebbe subito. Come è dunque che nella scala dei sensi i due più necessari alla vita ed alla sua trasmissione sono reputati più vili? Perché quel che sodisfa gli altri sensi, pittura, musica, ecc., si dice arte, si ritiene cosa nobile, ed ignobile invece quel che sodisfa il gusto? Perché chi gode vedendo un bel quadro o sentendo una bella sinfonia è reputato superiore a chi gode mangiando un’eccellente vivanda? Ci sono dunque tali ineguaglianze anche tra i sensi che chi lavora ha una camicia e chi non lavora ne ha due?

Deve essere pel tirannico regno che il cervello esercita ora su tutti gli organi del corpo. Al tempo di Menenio Agrippa dominava lo stomaco, ora non serve nemmeno più, o almeno serve male. Tra questi eccessivi lavoratori di cervello ce n’è uno che digerisca bene? Tutto è nervi, nevrosi, nevrastenia, e la statura, la circonferenza toracica, la forza di resistenza e di riproduzione calano ogni giorno in questa razza di saggi e di artisti pieni d’ingegno e di rachitide, di delicatezze e di glandule, che non si nutre, ma si eccita e si regge a forza di caffè, di alcool e di morfina. Perciò i sensi che si dirigono alla cerebrazione sono stimati più nobili di quelli che presiedono alla conservazione, e sarebbe ora di cassare questa ingiusta sentenza.

O santa bicicletta che ci fa provare la gioia di un robusto appetito a dispetto dei decadenti e dei decaduti, sognanti la clorosi, la tabe e i gavoccioli dell’arte ideale! All’aria, all’aria libera e sana, a far rosso il sangue e forti i muscoli! Non vergogniamoci dunque di mangiare il meglio che si può e ridiamo il suo posto anche alla gastronomia. Infine anche il tiranno cervello ci guadagnerà, e questa società malata di nervi finirà per capire che, anche in arte, una discussione sul cucinare l’anguilla, vale una dissertazione sul sorriso di Beatrice. […]

Non sarebbe forse troppo improprio nominare una tale arte del gusto col titolo di “sapienza”, un vago accenno (e ironico contrasto) a quella “sapida scientia” tanto cara ai monaci medievali.

programma della festa Artusiana:

http://www.festartusiana.it/main/index.php?id_pag=695

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PELLEGRINO ARTUSI: (Forlimpopoli 1820 – Firenze 1911) liberale moderato e patriota convinto, progetta il suo ricettario come contributo alla costruzione di una cultura nazionale, incidendo nel profondo della quotidianità degli italiani. Uomo di cultura, critico letterario, scrittore, gastronomo, unanimemente riconosciuto come il padre della cucina e divulgatore della lingua italiana.

Al pari di un moderno cantore delle gesta degli italiani ai fornelli, Artusi riprende le tradizioni orali e li unisce in un unico manuale, “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” , regalando all’Italia il senso di una gastronomia unitaria, anche dal punto di vista linguistico, rovesciando la nomenclatura utilizzata con l’abbandono progressivo dei francesismi che dominavano da secoli.

La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” è un successo editoriale: dal 1891 viene continuamente ripubblicato, è tradotto e conosciuto nel mondo. La qualità delle ricette ma anche il modo in cui è scritto rendono inimitabile questo libro. Arguto, ironico, mai prescrittivo ma sempre complice del suo lettore, Artusi “racconta” le ricette infarcendole di storie e di aneddoti, sempre piacevole, intrisa di espressioni vivaci e colorite che ne ricordano la matrice talvolta popolaresca, talvolta letteraria.

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Link utili:

P.Artusi, vita e opere: http://www.pellegrinoartusi.it/   http://www.treccani.it/enciclopedia/pellegrino-artusi_(Dizionario-Biografico)/

Il Libro dell’Anno 2011: Artusi, un secolo dopo: il gentiluomo in cucina. http://www.treccani.it/enciclopedia/un-secolo-dopo-il-gentiluomo-in-cucina-artusi_(Il-Libro-dell’Anno)/

La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Manuale pratico per le famiglie” di Pellegrino Artusi, in Firenze pei tipi di Salvadore Lanzi, 1891.   Einaudi Editore, Ristampa XI, Anno 1994.  http://www.liberliber.it/mediateca/libri/a/artusi/la_scienza_in_cucina_e_l_arte_di_mangiar_bene/pdf/la_sci_p.pdf

3 pensieri su “L’arte di Pellegrino Artusi

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