Minorenne e incinta: quando Stato e genitori si arrogano il diritto di decidere per altre.

Tra le mie varie peregrinazioni in internet un sito che visito spesso e di cui molto volentieri seguo la rassegna stampa è zeroviolenzadonne; ogni giorno, infatti, i gestori del portale selezionano moltissimi articoli riguardanti violenza, diritti, e quant’altro dai quotidiani nazionali mettendoli a disposizione per la lettura online.

Dalla rassegna stampa di oggi leggo questo articolo: “Abortisce e rischia di morire con le pillole di una zingara”.

Purtroppo viene fuori la storia di una ragazza di 17 anni rimasta incinta e che una volta recatasi al consultorio col proprio fidanzato si è vista rifiutare l’interruzione di gravidanza senza il consenso dei genitori; presto detto che si è rivolta a persone che vanno meno per il sottile, in tutti i sensi, e ha rischiato di lasciarci le penne.

Carosello di opinioni scontate: brutta zingara, cattiva zingara che le hai dato i farmaci. (ma poi, anche fosse, che cazzo ce ne dovrebbe fregare che la tipa in questione sia rom o meno?)

Da brava outsider mi faccio una sola domanda: ma solo io trovo osceno il comportamento del consultorio?

Dov’erano i medici, gli psicologi e tutto lo staff che dovrebbe aiutare le donne?

E poi, a me nemmeno risulta che sia vera, ‘sta cosa dei genitori.

Forse sono stata fortunata: quando avevo 14 anni nel mio liceo si svolse un ciclo di lezioni alla sessualità, di cui una era tutta dedicata alle legislazioni, il dove-come-quando era possibile ricevere assistenza; mi sa che cose del genere nelle scuole d’oggi sono utopie…ma ricordo abbastanza nitidamente che se minorenni si poteva ricevere assistenza nei consultori per inoltrare un pratica al tribunale dei minori e farsi rilasciare un consenso che scavalcasse l’autorità genitoriale.

Forse ricordo male?

Cerco la legge.

Sul sito del Servizio Sanitario dell’Emilia-Romagna trovo la mia risposta:

Se una ragazza minorenne rimane incinta può abortire senza dirlo ai genitori?

In Italia l’interruzione volontaria di gravidanza è regolata dalla Legge 194/78 (la puoi consultare sul nostro sito). Secondo tale Legge quando la donna è minorenne (art. 12), per interrompere la gravidanza nei primi 90 giorni è necessario il consenso di entrambi i genitori o di chi esercita la tutela. Tuttavia, quando per vari motivi ciò non sia possibile, il giudice tutelare può dare il consenso all’interruzione della gravidanza.
È necessario rivolgersi al Consultorio Familiare dove una ostetrica, una ginecologa ed una psicologa compiranno gli opportuni accertamenti medici e valuteranno insieme alla ragazza e al suo partner (ove lei lo consenta) le circostanze che hanno portato alla decisione di interrompere la gravidanza, consigliandola sulle possibili alternative, sui suoi diritti e sulle strutture di sostegno sociali e sanitarie a cui può fare ricorso, sia durante la gravidanza sia dopo il parto.
In seguito, il Consultorio Familiare è tenuto ad emettere, entro sette giorni dalla data della richiesta, una relazione corredata del proprio parere al giudice tutelare. Il giudice tutelare, entro cinque giorni, sentita la ragazza e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzarla, con atto non soggetto a reclamo, a decidere l’interruzione della gravidanza. [1]

Bene, non sono totalmente rincoglionita.

Ma perchè questa cosa non è stata fatta?

Perchè persone che dovrebbero aiutare una donna si sono arrogate il diritto di rifiutarle un servizio che lo Stato prevede?

Car* Dottor*, in quel frangente ricordati che rappresenti lo Stato…e stai facendo una figura da fascista.

Se avessi coscienza, e credessi un minimo nel tuo lavoro, avresti almeno informato la ragazza di questa possibilità, magari se sei un po’ stronz* invitandola a rivolgersi a un altro consultorio, ma con che cuore non le hai detto niente?

Con che coscienza le hai fatto credere che non ci fosse altra via, arrogandoti il diritto di decidere per lei se avere o meno un figlio?

Ovvio che una ragazza, magari impanicata, ricorrerà a metodi “alternativi” mettendo in pericolo la propria salute.

E tu dormi tranquillo?

Car* Dottor* è inutile che ti giri dall’altra parte, ce le hai tutte sulla coscienza.

Ma nella ricerca incappo in un articolo ben peggiore, ormai vecchio di un anno; sunto brevissimo:

diciassettenne si rivolge al consultorio per interrompere la gravidanza, tutto all’oscuro dei genitori, inoltra la famosa richiesta al giudice (supportata dai medici, menomale, che dopo l’analisi di rito la ritengono perfettamente cosciente di cosa stia facendo)…morale della favola?

Ma per la minore di Spoleto è arrivato lo stop del giudice tutelare, che le ha negato l’aborto e contemporaneamente ha sollevato il dubbio di legittimità costituzionale della legge 194, chiamando in causa di una recente sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo. Sentenza che stabilisce la tutela assoluta dell’embrione umano.

Secondo il giudice la facoltà prevista dall’articolo 4 della legge 194 di procedere volontariamente all’interruzione della gravidanza entro i primi 90 giorni dal concepimento comporta ”l’inevitabile risultato della distruzione di quell’embrione umano che è stato riconosciuto quale soggetto da tutelarsi in modo assoluto”. Secondo il magistrato, proprio in conseguenza di questa sentenza l’articolo 4 della legge 194 si porrebbe in contrasto con i principi generali della Costituzione ed in particolare con quelli della tutela dei diritti inviolabili dell’uomo (articolo 2) e del diritto fondamentale alla salute dell’individuo (articolo 32 primo comma della Costituzione). Altre obiezioni sono state formulate dal giudice con riferimento agli articoli 11 (cooperazione internazionale) e 117 (diritto all’assistenza sanitaria e ospedaliera) della Costituzione. Alla luce di queste valutazioni il giudice con la sua ordinanza del 3 gennaio scorso ha chiesto, d’ufficio, la pronuncia della Consulta, che esaminerà il ricorso il 20 giugno.  [2]

Ma io mi domando e dico….possibile che solo perchè si è minorenni si rischia di veder soppresso da un giudice bigotto un diritto che se si avesse solo un anno di più sarebbe (in teoria) inalienabile?

Ma che storia è?

Fortunatamente scopro che giudice e sentenza sono stati sfanculati dalla Corte Costituzionale [3]

di che fine abbia fatto la giovane, nessuna notizia. Yei.

Ma soprattutto mi sorge una riflessione…sempre dal famoso mini-corso durante il liceo ho ricordo della cosiddetta “libertà sessuale” o “età del consenso”, cioè quel limite di età che stabilisce la capacità, secondo la legge, di esprimere il proprio consenso verso un atto sessuale.

E anche stavolta non sono rincoglionita.

In Italia l’età del consenso è fissata a 14 anni. La determinazione dell’età minima per disporre validamente della propria libertà sessuale richiede particolare attenzione, dato che si rende necessario valutare se il soggetto è:

  • minore di 13 anni: il consenso non viene considerato valido, indipendentemente dall’età dell’autore dei fatti. Se il minore ha meno di 10 anni, si applica la circostanza aggravante di cui all’articolo 609-ter, secondo comma del codice penale;
  • tra i 13 e i 14 anni: il consenso non è ancora considerato pienamente valido, ma esiste una causa di non punibilità nel caso in cui gli atti sessuali vengono compiuti consenzientemente con un minore di 18 anni, purché la differenza di età tra i due soggetti non sia superiore a tre anni;
  • tra i 14 e i 16 anni: viene considerato validamente espresso il consenso, salvo che l’autore dei fatti sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore ovvero conviva con il minore, o che il minore gli sia stato affidato per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza o custodia;
  • tra i 16 e i 18 anni: viene considerato validamente espresso il consenso, salvo che il fatto venga compiuto con abuso di potere relativo alla propria posizione da una delle figure citate nel punto precedente.

Gli atti sessuali con un minorenne consenziente, ma che non può disporre validamente del consenso a causa dell’età, sono considerati reato di Atti sessuali con minorenne (art. 609-quater c.p.). Il reato è punibile a querela della persona offesa (Art. 609-septies c.p.), ma è procedibile d’ufficio nel caso in cui:

  • il minore abbia meno di 10 anni;
  • il fatto è connesso con un altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio;
  • il fatto è commesso dall’ascendente, dal genitore, anche adottivo, o dal di lui convivente, dal tutore ovvero da altra persona cui il minore è affidato per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia o che abbia con esso una relazione di convivenza;
  • se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie funzioni.

Nel caso in cui gli atti sessuali avvengano consenzientemente in cambio di denaro o altra utilità economica con un minore di 18 anni, ma maggiore dell’età del consenso, si ha il reato di Prostituzione minorile (Art. 600-bis, comma 2 c.p.). [4]

 

Bene, e qui la domanda mi sorge spontanea…ma proprio di cuore…

Quale imbecille ha redatto queste leggi?

No, perchè almeno per me è un attimo vederci il controsenso: dai 14 anni sono in grado di dare l’assenso all’atto sessuale ma NON a decidere per me stessa delle conseguenze di tale azione?

Forse il animo un po’ complottista mi ci fa vedere una linea eccessiva di maschilismo ma una legge che mi rende libera di darla via va bene e una che mi fa decidere di me stessa e del mio corpo no?

Badate bene di non fraintendermi: non sono assolutamente una bigotta, chiunque è liber* di dare il proprio corpo a chi, come, quando e quanto gli piace e si divertisse come vuole; ma proprio perchè noi donne rischiamo un accollo in più mi sembra sacrosanto che si possa decidere noi dove e quando accollarcelo sul serio.

E, personalmente, vedrei bene un adeguamento di tali norme tra loro, no, assolutamente NON portando l’età del consenso ai 18 anni, se a qualcuno è passato per la testa, casomai il contrario…

 

Il sunto di tutto è: fare l’amore è bello, da adolescenti soprattutto, con un po’ di informazione e servizi in più vivremmo tutti più felici e sereni…lo dico da ex-adolescente sessualmente felice, sorella maggiore e zia.

Proteggetevi donne, in tutti sensi, l’una con l’altra, a ogni età.

[1] http://www.ausl.imola.bo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5348

[2] http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2012/06/08/725977-aborto-minori-corte-costituzionale.shtml

[3] http://tuttoggi.info/articolo/45379/

[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_consenso

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