Egypt

[Diritti Umani]

Egitto – Repubblica Araba d’Egitto

Capital: Cairo

Official language (lingua ufficiale): arabic

Government: provisional government (governo provvisorio)

Presidente: Adly Mansour

Primo ministro: Hazem Al Beblawi

Currency (moneta): egyptian pound (sterlina egiziana)

Religione: musulmana sunnita

***

_Propongo un tentativo di traduzione, ma consiglio a chi conosce l’inglese di leggere l’originale!_

– History [by Wiki] –

BREVE RIASSUNTO:

Dopo la rivoluzione del 1952 il potere politico in Egitto passa nelle mani dei militari. Nel 1953 viene dichiarata la Repubblica Egiziana, col generale Naguib come primo Presidente della Repubblica. Nel 1954 viene costretto a dimettersi e sale al potere Nasser. Nel 1970 Nasser muore e Sadat lo sostituisce come Presidente, spostando l’alleanza dell’Egitto nella guerra fredda dall’URSS agli USA. Fa una storica visita a Israele portando al trattato di pace del 1979. Sadat viene ucciso da un estremista islamico e viene sostituito da Mubarak alla guida dell’Egitto. Nel 2005 viene attuata una riforma della legge elettorale che favorisce la rielezione di Mubarak. Human Rights Watch e Amnesty International segnalano numerose e ripetute violazioni di diritti umani quali tortura e incarcerazione arbitraria.

A gennaio 2011 è iniziata una diffusa protesta contro il governo di Mubarak. In febbraio ha rassegnato le dimissioni ed è fuggito dal Cairo, provocando grandi festeggiamenti in Piazza Tahrir. L’esercito ha preso il potere e Tantawi è diventato capo di stato ad interim. Poi le forze armate hanno sciolto il parlamento e sospeso la costituzione.

A marzo 2011 si è tenuto un referendum costituzionale e nel 2012 è stato democraticamente eletto Morsi, candidato dei Fratelli Musulmani. Il suo obiettivo programmatico è quello di ricostruire l’Egitto e ridare dignità agli egiziani in uno Stato “non teocratico”, ma che facesse riferimento diretto alla Sharīʿa, ossia la Legge coranica. Gruppi liberali e laici si sono allontanati dall’Assemblea Costituente perché credevano che avrebbe imposto delle rigide pratiche islamiche, finché i finanziatori dei Fratelli Musulmani avessero appoggiato Morsi. Il 22 novembre 2012 il Presidente Morsi ha emanato una dichiarazione volta a immunizzare i suoi decreti dai ricorsi e cercando di proteggere il lavoro dell’assemblea costituente.

La manovra ha portato ad ampie proteste e azioni violente in tutto l’Egitto. Il 5 dicembre 2012 decine di migliaia di sostenitori e oppositori del presidente Morsi si sono scontrati in quella che è stata descritta come il più vasto scontro violento tra gli islamisti e i loro oppositori dalla rivoluzione. Morsi ha offerto un “dialogo nazionale” con gli oppositori politici, ma si è rifiutato di cancellare il referendum costituzionale di dicembre 2012. Il 3 luglio 2013 i militari hanno rimosso Morsi dal potere e installato un governo ad interim. 

Free Officers rule

Following the 1952 Revolution by the Free Officers Movement, the rule of Egypt passed to military hands. On 18 June 1953, the Egyptian Republic was declared, with General Muhammad Naguib as the first President of the Republic. Naguib was forced to resign in 1954 by Gamal Abdel Nasser – the real architect of the 1952 movement. Nasser assumed power as President in June 1956. British forces completed their withdrawal from the occupied Suez Canal Zone on 13 June 1956. He nationalized the Suez Canal on 26 July 1956, prompting the 1956 Suez Crisis.

A seguito della rivoluzione del 1952, promossa dal Free Officers Movement, il governo dell’Egitto passa nelle mani dei militari. Il 18 giugno 1953 viene dichiarata la Repubblica egiziana, col generale Naguib come primo Presidente della Repubblica. Naguib fu costretto a dimettersi nel 1954 da Nasser, il vero architetto del movimento del 1952. Nasser assunse il potere come Presidente nel giugno del 1956. Le forze Britanniche completarono il ritiro dalla zona occupata del canale di Suez il 13 giugno 1956. Nasser nazionalizzò il Canale di Suez il 26 luglio 1956, incitando la crisi di Suex del 1956.

In early 1960’s, Egypt became fully involved in the North Yemen Civil War. The Egyptian President, Gamal Abdel Nasser, supported the Yemeni republicans with as many as 70,000 Egyptian troops and chemical weapons. Despite several military moves and peace conferences, the war sank into a stalemate. Egyptian commitment in Yemen was greatly undermined, when in the 1967 Six Day War, Israel invaded and occupied Egypt’s Sinai Peninsula and the Gaza Strip, which Egypt had occupied since the 1948 Arab–Israeli War.

Nei primi anni ’60 l’Egitto viene pienamente coinvolto nella Guerra civile del Nord Yemen. Il Presidente egiziano, Nasser, supporta i repubblicani Yemeni con 70.000 soldati e armi chimiche. Nonostante parecchie manovre militare e conferenze di pace, tuttavia, la guerra è in una situazione di stallo. Il coinvolgimento egiziano in Yemen si indebolisce quando nella Guerra dei Sei Giorni del 1967 Israele invade e occupa la Penisola del Sinai e la Striscia di Gaza, territori che l’Egitto aveva occupato sin da 1948 con la guerra Arabo Israeliana.

In 1970, President Nasser died and was succeeded by Anwar Sadat. Sadat switched Egypt’s Cold War allegiance from the Soviet Union to the United States, expelling Soviet advisors in 1972. 

Nel 1970, il Presidente Nasser muore e gli succede Sadat. Sadat cambiò l’alleanza dell’Egitto nella guerra fredda, passando dall’Unione Sovietica agli Stati Uniti, espellendo i consiglieri sovietici nel 1972.

Sadat made a historic visit to Israel in 1977, which led to the 1979 peace treaty in exchange for Israeli withdrawal from Sinai. Sadat’s initiative sparked enormous controversy in the Arab world and led to Egypt’s expulsion from the Arab League, but it was supported by most Egyptians. However, Sadat was assassinated by an Islamic extremist. Hosni Mubarak came to power after the assassination of Sadat.

Sadat fece una storica visita a Israele nel 1977, che portò al trattato di pace del 1979 in cambio del ritiro di Israele dal Sinai. L’iniziativa di Sadat suscitò un’enorme controversia nel mondo arabo e causò l’espulsione dell’Egitto dalla Lega Araba, ma fu supportata dalla maggior parte degli egiziani. Comunque, Sadat fu ucciso da un estremista islamico. Mubarak salì al potere dopo l’assassinio di Sadat.

In late February 2005, Mubarak announced a reform of the presidential election law, paving the way for multi-candidate polls for the first time since the 1952 movement. However, the new law placed restrictions on the candidates, and led to Mubarak’s easy re-election victory. Voter turnout was less than 25%. Election observers also alleged government interference in the election process. After the election, Mubarak imprisoned Ayman Nour, the runner-up.

Verso la fine di febbraio 2005, Mubarak annuncia una riforma della legge elettorale presidenziale, aprendo la strada per le elezioni con più candidati, per la prima volta dal movimento del 1952. In ogni caso, la nuova legge pose delle restrizioni sui candidati, e favorì una facile rielezione di Mubarak. L’afflusso di votanti fu inferiore al 25%. Gli osservatori elettorali sostennero che nel processo delle elezioni ci fosse un’interferenza da parte del governo. Dopo le elezioni, Mubarak imprigionò Nour, secondo classificato.

Human Rights Watch’s 2006 report on Egypt detailed serious human rights violations, including routine torture, arbitrary detentions and trials before military and state security courts. In 2007, Amnesty International released a report alleging that Egypt had become an international center for torture, where other nations send suspects for interrogation, often as part of the War on Terror. 

Il rapporto di Human Rights Watch del 2006 sull’Egitto elenca serie violazioni di diritti umani, incluso l’utilizzo di routine della tortura, incarcerazioni arbitrarie. Nel 2007, Amnesty International ha rilasciato un rapporto secondo il quale l’Egitto sarebbe diventato un centro internazionale di tortura, dove altre nazioni mandano i sospetti per essere interrogati, spesso come parte della guerra al terrorismo.

Constitutional changes voted on 19 March 2007 prohibited parties from using religion as a basis for political activity, allowed the drafting of a new anti-terrorism law, authorized broad police powers of arrest and surveillance, and gave the president power to dissolve parliament and end judicial election monitoring. In 2009, Dr. Ali El Deen Hilal Dessouki, Media Secretary of the National Democratic Party (NDP), described Egypt as a “pharaonic” political system, and democracy as a “long term goal”. Dessouki also stated that “the real center of power in Egypt is the military”.

Le modifiche costituzionali votate il 19 marzo 2007 hanno proibito ai partiti di usare la religione come base per l’attività politica; hanno permesso la stesura di una nuova legge anti terrorismo; hanno autorizzato degli ampi poteri di arresto e sorveglianza della polizia; hanno dato al Presidente il potere di sciogliere il Parlamento e mettere fine al monitoraggio giuridico delle elezioni. Nel 2009, Dr. Dessouki, il Segretario delle comunicazioni del Partito democraticp nazionale (NPD), ha descritto l’Egitto come un sistema politico “faraonico”, e la democrazia come un “obbiettivo a lungo termine”. Dessouki ha anche preso atto del fatto che “il reale centro di potere dell’Egitto è militare.”

2011-2013 revolution

[Main articles: 2011 Egyptian revolutionTimeline of the 2011 Egyptian revolution under Mohamed Morsi, and 2013 Egyptian coup d’état]

On 25 January 2011, widespread protests began against Mubarak’s government. On 11 February 2011, Mubarak resigned and fled Cairo. Jubilant celebrations broke out in Cairo’s Tahrir Square at the news. The Egyptian military then assumed the power to governMohamed Hussein Tantawi, chairman of the Supreme Council of the Armed Forces, became the de facto interim head of state. On 13 February 2011, the military dissolved the parliament and suspended the constitution.

Il 25 gennaio del 2011, è iniziata una diffusa protesta contro il governo di Mubarak. L’11 febbraio 2011 Mubarak ha rassegnato le dimissioni ed è fuggito dal Cairo. Ci sono stati grandi festeggiamenti in Piazza Tahrir alla notizia. I militari egiziani hanno preso il potere. Tantawi, presidente del Consiglio supremo delle forze armate è diventato di fatto il capo di stato ad interim. Il 13 febbraio 2011 i militari hanno sciolto il parlamento e sospeso la costituzione.

constitutional referendum was held on 19 March 2011. On 28 November 2011, Egypt held its first parliamentary election since the previous regime had been in power. Turnout was high and there were no reports of major irregularities or violence. Mohamed Morsi was elected president on 24 June 2012. On 2 August 2012, Egypt’s Prime Minister Hisham Qandil announced his 35 member cabinet comprising 28 newcomers including four from the Muslim Brotherhood.

Un referendum costituzionale si è tenuto il 19 marzo 2011. Il 28 novembre 2011 l’Egitto ha avuto le prime elezioni parlamentari da quando il regime precedente aveva preso il potere. La partecipazione è stata alta e non ci sono stati rapporti di irregolarità o violenze. Morsi è stato eletto presidente il 24 giugno 2012. Il 2 agosto 2012, il primo ministro egiziano Qandil ha annunciato i 35 membri del gabinetto, comprendenti 28 nuovi acquisti, inclusi 4 dalla Fratellanza Musulmana.

Liberal and secular groups walked out of the constituent assembly because they believed that it would impose strict Islamic practices, while Muslim Brotherhood backers threw their support behind Morsi. On 22 November 2012, President Morsi issued a declaration immunizing his decrees from challenge and seeking to protect the work of the constituent assembly.

Gruppi liberali e laici si sono allontanati dall’Assemblea Costituente perché credevano che avrebbe imposto delle rigide pratiche islamiche, finché i finanziatori dei Fratelli Musulmani avessero appoggiato Morsi. Il 22 novembre 2012 il Presidente Morsi ha emanato una dichiarazione volta a immunizzare i suoi decreti dai ricorsi e cercando di proteggere il lavoro dell’assemblea costituente.

[by Wiki ita]

Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli Musulmani, è stato dichiarato ufficialmente vincitore delle elezioni presidenziali in Egitto dalla Commissione elettorale il 24 giugno 2012.

Il suo obiettivo programmatico è quello di ricostruire l’Egitto e ridare dignità agli egiziani in uno Stato “non teocratico”, ma che facesse riferimento diretto alla Sharīʿa, ossia la Legge coranica. Nel programma figurava anche l’impegno di concedere spazio alle donne nella società egiziana e di rimuovere gli ostacoli per la loro partecipazione alla sfera pubblica, proteggendole da qualsiasi discriminazione.

Pochi giorni dopo aver svolto, nella seconda metà di novembre 2012, una positiva azione d’intermediazione tra Ḥamās e Israele per il conflitto esploso a Gaza, Morsi si è attribuito con decreto amplissimi poteri anche nel campo del potere giudiziario. Il fine ufficiale del raìs sarebbe quello di rendere non impugnabili i suoi decreti presidenziali per mettere al riparo da ogni pretestuoso intoppo il lavoro dell’Assemblea Costituente incaricata di redigere una nuova Costituzione. Il decreto richiede anche un nuovo processo da intentare agli imputati dell’era Mubarak che si sono macchiati dell’uccisione di manifestanti e che erano stati assolti, ed estende il mandato dell’Assemblea Costituente di due mesi. Inoltre, la dichiarazione autorizza Morsi a prendere tutte le misure necessarie per proteggere la rivoluzione.

The move has led to massive protests and violent action throughout Egypt. On 5 December 2012, tens of thousands of supporters and opponents of president Morsi clashed, in what was described as the largest violent battle between Islamists and their foes since the country’s revolution. Mohamed Morsi offered a “national dialogue” with opposition leaders but refused to cancel the December 2012 constitutional referendum. On 3 July 2013, the military removed Morsi from power and installed an interim government.

La manovra ha portato ad ampie proteste e azioni violente in tutto l’Egitto. Il 5 dicembre 2012 decine di migliaia di sostenitori e oppositori del presidente Morsi si sono scontrati in quella che è stata descritta come il più vasto scontro violento tra gli islamisti e i loro oppositori dalla rivoluzione. Morsi ha offerto un “dialogo nazionale” con gli oppositori politici, ma si è rifiutato di cancellare il referendum costituzionale di dicembre 2012. Il 3 luglio 2013 i militari hanno rimosso Morsi dal potere e installato un governo ad interim. 

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Human rights watch

3 luglio 2013:

After millions of Egyptians took to streets in recent days, Egypt’s military ousted President Mohammed Morsi and the Muslim Brotherhood party from power, calling for early elections and suspending the constitution. [HRW]

Dopo che milioni di egiziani sono scesi in strada nei giorni scorsi, i militari egiziani hanno rimosso il Presidente Morsi e il partito dei Fratelli Musulmani dal potere, chiedendo nuove elezioni e sospendendo la costituzione.

4 luglio 2013:

General Abdel Fattah al-Sisi, the head of Egypt’s armed forces: the head of the Supreme Constitutional Court, Adly Mansour, would be sworn in as interim president until presidential elections are held, and that a technocratic government would have full powers. [HRW]

Dice il generale al-Sisi, capo delle forze armate egiziane: il capo della Suprema Corte Costituzionale, Mansour, sarà presidente ad interim finché non saranno indette le elezioni presidenziali, un un governo tecnico avrà pieni poteri.

14 luglio 2013:

Witness after witness described the military shooting into the crowd, including at unarmed people. The government needs to find out who was responsible and ensure they are held accountable if it hopes to show it will respect basic rights during this interim period.
Testimone dopo testimone ha descritto i militari sparare sulla folla, incluse persone disarmate. Il governo deve scoprire i responsabili e assicurarsi che rendano conto delle loro azioni se spera di mostrare che rispetterà i diritti fondamentali durante questo periodo di transizione.
***
Dopo la deposizione del presidente Mohamed Morsi, la sera del 3 luglio, Amnesty International ha sollecitato le forze di sicurezza egiziane, compreso l’esercito, a fare tutto ciò che è in loro potere per proteggere i diritti umani e l’incolumità di tutti, a prescindere dall’affiliazione politica.L’esercito egiziano è stato protagonista di una lunga serie di violazioni dei diritti umani che non devono ripetersi. Nell’assumere il potere, le forze armate hanno dichiarato che affronteranno qualsiasi atto di violenza “con la massima forza e determinazione”.
Amnesty International, presente in questi giorni al Cairo, ha messo in guardia rispetto a un giro di vite nei confronti dei sostenitori di Mohamed Morsi, all’indomani dell’arresto dei leader dei Fratelli musulmani, degli attacchi ai mezzi di comunicazione e dall’uccisione di un manifestante da parte dell’esercito.L’organizzazione per i diritti umani ha raccolto testimonianze da persone che manifestavano in favore del deposto presidente, colpite da proiettili letali in una strada nei pressi di piazza Rabaa Aladaweya, nel quartiere di Nasr City.Altri manifestanti pro-Morsi sarebbero stati uccisi il 5 luglio mentre cercavano di dirigersi verso il quartier generale della Guardia repubblicana.
Amnesty International ha chiesto l’apertura di un’indagine urgente e indipendente sull’uccisione di almeno 51 persone, avvenuta l’8 luglio 2013 al Cairo, di fronte alla sede della Guardia repubblicana.
Le prove raccolte da Amnesty International mostrano che le forze di sicurezza hanno usato forza eccessiva contro i sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi. Dallo scorso venerdì, almeno 88 persone hanno perso la vita nelle proteste e nella violenza politica, tra cui tre componenti delle forze di sicurezza, con circa 1500 feriti.
Almeno 51 sostenitori di Morsi sono stati uccisi lunedì durante gli scontri davanti alla sede della Guardia repubblicana.
***

16-7-2013 Egitto, giura il nuovo governo [by Ansa]

Sono 33 i ministri che hanno giurato oggi nel primo governo dopo la deposizione di Mohamed Morsi.

[…]

Il portavoce della Fratellanza Musulmana Mahmoud Ghozlan ha bocciato il nuovo governo egiziano del premier Hazem el Beblawi definendolo “illegittimo” e affermando che la nomina del presidente ad interim Adly Mansour è “nulla”.

[…]

Sono 401 gli arresti per gli scontri in nottata al Cairo fra i sostenitori del deposto presidente Morsi e le forze dell’ordine.

[…]

Intanto la presidenza egiziana ha preso contatti con i Fratelli musulmani e i movimenti islamici per la “riconciliazione nazionale”

[…]

I contatti con la presidenza egiziana sono in corso ma la linea della Fratellanza non cambia: Mohamed Morsi torni e dopo tutto sarà “negoziabile”.

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