Senza Nome ◊

I Monologhi di Sana – Rubrica

 

(…)Il mio bacio era una melagrana, profonda ed aperta; la tua bocca era 

una rosa di carta.

Lo sfondo un campo di neve.(…)

Adesso ammaestro grave L’alta scuola, il mio amore, i miei sogni

(cavallucci senza occhi).

E lo sfondo è un campo di neve.

Ninnananna Dormi. Non temere lo sguardo errante. Dormi.(…)”

(Madrigale – Federico Garcia Lorca)

 

 

 

Violini in sottofondo,

e io fisso l’alba

che sorge

sulla mia nuova

città.

La naturalezza di certe espressioni

finisce col colorare i miei pensieri.

Nulla è più irraggiungibile e distante,

nulla è più troppo lontano.

Senza nome

echeggia nella mia testa

un suono,

note sintetiche di vita

e…

lascio sospesa la domanda.

Unica, inconoscibile.

Dalla risposta incalcolabile,

l’unica,

che le mie sicurezze numeriche non sanno ammaestrare.

Dannate emozioni.

Celo il mio fondo,

lo rifletto, lo immergo, in uno specchio

di numeri

che danno risposte

e non accusano

mai.

Non falliscono, non giudicano, non parlano.

Danno solo risposte.

Danno solo certezze.

Dall’alto di questa sicurezza guardo

i miei eroi e

mi accorgo che siamo esattamente sullo stesso

piano.

Non sono un eroe meno di voi,

anzi,

forse di più.

Sopravvissuta al quintuplo delle difficoltà.

La dimostrazione che

ci si rialza sempre,

sempre, sempre…

che nessuna forza al mondo riesce a stare

al pari

della volontà.

Accelerano i battiti perchè come al solito il tempo manca

e si va troppo veloce

per fermarsi a riflettere

sugli amori perduti.

Fisso vuoto il sorriso,

che manca,

che illuminava,

ma così no.

Ancora, di nuovo,

dama pregiata, merce di scambio.

No, non te lo lascio fare.

Stavolta no.

Se mi vuoi, prendimi diversa,

prendimi arrabbiata.

Trovami, scoprimi.

Sono unica,

non una delle tante.

Riconoscimi,

altrimenti

resta dove sei e

dimentica il mio nome.

Puoi

cercare lungo i cinque continenti,

navigare i sette mari,

ma non ne troverai mai, mai,

un’altra uguale a me.

Perchè cerchi un contenitore vuoto,

io, invece,

sono un vaso di Pandora.

Strappa, se hai il coraggio,

i miei sigilli e osserva

la meraviglia di forze sconosciute.

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