I patroni dei poveri diavoli aka i santi del popolo.

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Satua votiva della Santa Muerte

Personalmente non mi ritengo una persona particolarmente religiosa, anzi, professo però una personale e immensa curiosità per ogni genere di culto, in particolare verso tutte quelle manifestazioni di culto popolare non riconosciute dalle chiesa cattolica; supremo amore della mia esistenza è il culto della Santa Muerte, popolarissimo in Messico e legato alla Santeria. (non mi ci soffermo perchè ho intenzione di dedicargli un post a parte)

Cos’è che mi spinge a interessarmi a tali culti?
Presto detto, i culti che arrivano dal basso nascono e si sviluppano secondo una propria strada, lontana da imposizioni (presunte) divine e storpiature di dubbia utilità morale, rappresentano in modo diretto e genuino i bisogni, i desideri e le paure di un popolo.
Incarnano, insomma, l’ideale del popolo.
L’area più prolifica risulta di sicuro il Messico, che nella sua schiera di santi popolari annovera non solo La Santissima Muerte, ma anche altri, da Jesus Malverde a Las Virgen de la Barricadas, madonna votiva nata dalla rivoluzione di Oaxaca.
Altra figura interessante è Sara e kali, santa protrettrice dei gitani, che viene celebrata  con ogni 24 maggio presso la città francese di Saintes-Maries-de-la-Mer, nel Camargue.
Cos’hanno in comune queste “divinità”?
Prima di tutto hanno tutte un’accezione protettiva, sono patrone, viene chiesto loro di essere protetti.
la_santa_muerte_by_angelero-d4sx8o9La Santa Muerte è considerata la patrona di tutti coloro compiano imprese e mestieri pericolosi, Jesus Malverde è protettore degli oppressi e degli immigrati clandestini, Las Virgen de la Barricadas è patrona dei rivoluzionari e Sara e kali è la protettrice dei gitani e dei viaggiatori.
Rappresentano, insomma, un insieme di caratteristiche etiche interessanti: protezione, accoglienza, solidarietà.
Tutte cose belle.
Inoltre, è uso presso tutti questi santi, chiedere grazia e protezione per sé e per i propri cari.
Adirittura in alcuni casi, come quello di Sara e kali o quello della Santa Muerte, le offerte votive vengono presentate dal capofamiglia in nome di tutto il nucleo o comunque avviene una celebrazione a cui partecipa tutta la famiglia.
Aggiungiamo, quindi, l’aggregazione.
Persino la tipologia delle offerte varia, divenendo più popolare: è comunissimo vedere offerte in sigarette e superalcolici.
Cose considerate dalle fasce povere della popolazione dei veri e prori “lussi”.
Interessantissime anche alcune delle leggende all’origine dei culti, sopra tutte quella di Jesus Malverde, santo messicano protettore degli oppressi e di tutti coloro che passano clandestinamente il confine verso stati più abbienti.
Nonostante la sua esistenza non sia mai stata provata con certezza storica la leggenda vuole che Jesus Malverde fosse il figlio di una coppia di contadini dello stato di Sinaloa, i quali morirono di stenti per le privazioni imposte loro dai latifondisti; prima di darsi alla macchia pare che Jesus avesse lavorato come manovale e alla costruzione della ferrovia ma, in seguito alla morte dei genitori, il suo odio per i ricchi e i potenti esplose in una rivolta aperta.

Altarino a Jesus Malverde
Altarino a Jesus Malverde

Jesus si ritirò sulle alture vicino Culiacán e divenne un bandito, ma non un semplice bandito, saccheggiava infatti solo le famglie abbienti, ridistribuendo la refurtiva tra le famiglie dei braccianti più poveri.
Addirittura si dice che alla sua morte, avvenuta il 3 maggio 1903 a seguito di uno scontro a fuoco con i gendarmi, egli, capendo di essere stato colpito a morte e di non potersi salvare, chiese a uno dei suoi compagni di consegnarlo alle autorità, incassando così la cospicua taglia, per poi ridistribuirla tra i poveri.
Persino il cavadere di Jesus Malverde fu d’ispirazione per una pseudo rivolta popolare: la storia racconta infatti che alcune parti (altri dicono la sola testa) furono appese in pubblico come monito a tutti i briganti e i trasgressori della legge, mentre il resto del corpo fu gettato poco fuori cttà, con l’espresso divieto di dargli una sepoltura, pena la carcarazione.
Fu così che le famiglie che avevano beneficiato delle sue donazioni decisero di andare a rendergli omaggio, portando ognuno una pietra e formando un tumulo attorno al corpo; così facendo o i gendarmi si sarebbero rassegnati a incarcerare quasi la totalità della popolazione oppure avebbero dovuto lasciar perdere.
Con il tempo il tumulo venne distrutto e i resti spostati in una cappella (tutt’ora attiva) a lui dedicata costruita all’interno della città.
Il culto di Jesus Malverde si estese anche all’infuori del Messico, tanto che esistono dei santuari a lui dedicati in Colombia e negli USA.
In particolare pare che a lui si rivolgano coloro che si apprestano a passare il confine per entrare illegalmente negli stati uniti, preghiera condivisa con un’altra figura della santeria messicana, Juan Soldado.

Juan Soldado
Juan Soldado

Juan Soldado aveva un nome, ed era Juan Castillo Morales, un soldato che nel 1938 fu accusato di stupro e omicidio ai danni di una bambina, sommariamente processato alla corte marziale e infine giustiziato.
La storia vuole che l’esecuzione fu eseguita in fretta e furia impugnado la “fuga ley”, cioè una legge che permetteva una sorta di processo sommario al prigioniero che aveva tentato la fuga; Juan però non aveva tentato la fuga, semplicemente la caserma dove era rinchiuso venne assaltata da una folla inferocita e Juan venne trasferito al locale comando dell’esercito dove venne giustiziato poco dopo; quasi subito dopo la sua morte inziò a circolare la voce che il vero colpevole fosse Jesse Cardoza, un suo superiore, che l’aveva incastrato per salvarsi, e i cittadini iniziarono a raccontare di strani fenomeni come lamenti o apparizioni di macchie di sangue sulla tomba di Juan, il cui spirito chiedeva giustizia.
Ad oggi esistono due cappelle nel luogo della sua morte in cui numerose persone vengono a chiedere la grazia a Juan Soldado, principalmente gli si rivolgono i parenti di coloro che vengono accusati di un crimine ingiustamente, e coloro che intendono tentare di passare il confine degli USA illegalmente, tanto che la pregheria tipica è “Juan Soldado, ayúdame a cruzar” cioè “Juan Soldado, aiutami ad attraversare”.
Madonna popolare e di rivolta è invece la Virgen de las Barricadas, figura apparsa sui muri di Oaxaca nel 2007; nel 2006 ci furono violentissimi scontri all’interno della città tra manifestanti e polizia, tanto che il risultato furono più di 20 morti e centinaia di feriti.
Nasce così, nella periferia di una città schiacciata sotto il giogo di un governante fascista, il culto per la Vergine delle Barricate, rappresentata con maschera antigas e circondata da pneumatici in fiamme, la scritta che compare di solito nel cartiglio sotto la figura è emblematica, semplice, commovente nel suo essere diretta: “Protégenos”, “Proteggici”.

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Rappresentazione della Virgen de las Barricadas

Oración a la Virgen de las Barricadas.

Madre que estás en nuestra vida
Recordado sea tu nombre
Venga a nosotros tu rebeldía
Como tu desobediencia e insumisión
Hágase presente tu acción
Así en la casa como en la calle
Para llegar a la revolución
Danos hoy nuestra anarquía de cada día
Perdona que a veces haya falta de conciencia
Y tengamos errores
Pero no perdones a los agresores .
No nos dejes caer en la ignorancia
Ni en la violencia injustificada
Líbranos de políticos y montajes policiales
De fascistas e infiltrados
Cuida de mis hermanos y compañeros
Y también de mi.
Amén.
¡Viva la Anarquía!

Preghiera a Nostra Signora delle Barricate.

Madre che sei nella nostra vita,
sia ricordato il tuo nome
venga a noi la tua ribellione
così come la tua disobbedienza e la tua insubordinazione.
Sia fatta la tua azione
come a casa così in strada
per raggiungere la rivoluzione.
Dacci oggi la nostra anarchia quotidiana.
Perdona chi a volte manca di consapevolezza
e rimetti a noi i nostri errori.
Però non perdonare gli aggressori,
non farci cadere nell’ignoranza
e nella violenza ingiustificata.
Liberaci dai politici e dalle cariche della polizia
dai fascisti e dagli infiltrati.
Prenditi cura dei miei fratelli e dei miei compagni
e di me.
Amen.
Viva l’anarchia!

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Sara e Kali

Sara La Nera, o Sara e Kali in lingua romanì, è un’ altra santa dal vastissimo seguito e ovviamente non riconosciuta dal Vaticano.
Sara e Kali viene venerata da numerose comunità Rom, provenienti da tutta Europa,  che per tre giorni di festeggiamenti si riuniscono a Saintes-Maries-de-la-Mer, il culmine è  una processione in cui la statua in legno della santa, agghindata con tutte le offerte votive presentate dai fedeli, viene accompagnata in mare.
Particolare è però lo svolgimento della processione, in cui ai costumi tradizionali e alle sfilate a cavallo si affianca un’automobile dotata di altoparlante, che, attraverso un racconto, ricorda tutte le sofferenze e le persecuzioni patite dai figli del vento, perché la memoria ne venga conservata dalle nuove generazioni e fatti tanto atroci non si ripetano mai più.
La leggenda, infatti, vuole che Sara fosse una donna rom che viveva in Francia, e che venne avvertita dalla Madonna che presto sarebbero giunte sulle sponde del mare tre donne su una barca senza remi.
Poco dopo le donne della profezia, che altro non erano che Maria Maddalena, Maria-Salomè e Marie Iosè, arrivarono, e Sara assieme alla sua gente le aiutò a sbarcare sane e salve, poiché c’era una terribile tempesta.
Una volta a terra la gitana le accolse nella propria casa e le aiutò, apprendendo da loro la parola del Cristo. (all’epoca infatti il popolo gitano era politeista e Sara in particolare era una sacerdotessa di Isthar).
Sara e kali è considerata un modello di accoglienza e tolleranza, oltre a essere la patrona di tutti i senza casa e dei viaggiatori.
Come dicevo all’inizio io non sono religiosa, ma apprezzo quelle figure nate dal bisogno del popolo, che predicano e incarnano ideali che sento miei: il rinnovamento della Santa Muerte, la sete di giustizia e la solidarietà di Malverde e Juan Soldado, una preghiera di protezione per coloro che sento fratelli e sorelle, e per tutt* quell* che lottano per la propria libertà, un impegno ad aiutare e accogliere coloro che sono in difficoltà.
Mi disse una volta un mio amico che “i matti so la gente nostra”, riferendosi al fatto che i diversi, gli emarginati, quelli un po’ tocchi, sono parte delle nostre esistenze, samo noi stessi, che viviamo in contro tendenza, rispolverando ideali, tentando di fare del nostro meglio, agendo le periferie.
Noi che non siamo nessuno.
Noi che forse prima o poi ci finiremo davvero, su quelle barricate, ma che comunque ci sentiamo di viverci ogni giorno nel nostro essere diversi.
Io non mi trovo a mio agio nelle chiese, nella morale ipocrita, nello sfarzo.
Io mi sento a mio agio nei posti normali, nei luoghi del popolo.
Non credo in un dio supremo e giusto.
Credo però nei giusti esempi, e nel conforto.
Credo nel bene che posso tentare di fare, nella giustizia che mi intestardisco a inseguire.
Credo che vorrei sapere le persone che amo al sicuro.
Credo che forse questi so i santi nostri, i patroni dei poveri diavoli,
che parlano la lingua delle persone, e predicano cose da esseri umani.
Niente sofisticazioni, solo un appello, facile, semplice, senza pretese, rivolto ai nostri santi, a un dio, a una dea, al nostro vicino, a coloro che amiamo, a noi stessi: “Protégenos”, “Proteggici”.


Per ulteriori approfondimenti:

Testi votivi a La Virgen de Las Barricadas

Heroina de le periferico

Sara e Kali

I santi dei Narcos


Image: La Santa Muerte by angelero
Tutte le altre immagini provengono dalle gallerie di Wikipedia.

3 pensieri su “I patroni dei poveri diavoli aka i santi del popolo.

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