Manifesto 2.1. Proprietà, pubblicazione e “riuso creativo”

Nuove osservazione e correzioni al Manifesto. Il passaggio più controverso, sul piano lessicale, è quello che riguarda l’utilizzo del materiale pubblicato in rete e i diritti di proprietà riguardanti l’autore _(le autrici, nel nostro caso).

Ci piace pensare che chi ci legge possa non solo fruire del nostro blog ed esprimere sul suo contenuto l’apprezzamento o il dispregio, ma anche ricavarne un punto di avvio, una sorta di “materia prima” che incentivi un proprio processo di produzione artistica (come facciamo noi con gli scritti, le poesie e le opere di moltissimi autori e artisti che amiamo profondamente). Non ci piace che, chi se ne “appropria” in questa maniera, faccia poi passare il tutto per farina del suo sacco.  Speriamo di aver trovato l’equilibrio giusto tra il sogno di una comune ispirazione artistica (tanto simile ad un contagio!) e il necessario riconoscimento dell’autore (nel bene e nel male).

MANIFESTO 2.1

manifesto

 Philomela997 è uno spazio virtuale di formazione, analisi, critica ed espressione.
Crediamo che l’arte e la rete siano spazi di libertà, di condivisione e interazione, da difendere e sviluppare attraverso la partecipazione attiva.
Ci proponiamo di contribuire senza arrogarci alcuna pretesa di “autorità” sugli argomenti trattati e senza rivendicare una proprietà ristretta delle opere pubblicate sul blog.

Tutte le nostre opere sono pubblicate su Philomela997 con licenza creative commons non commerciale, a disposizione della fruizione, riflessione e ri-creazione di tutti, purchè si dichiari la fonte d’origine.

Crediamo nella libera circolazione dei contenuti come possibilità reale di formazione culturale e ci battiamo contro ogni snobismo intellettualoide.
Crediamo in un’umanità non succube dell’ottica di mercato, capace di sviluppare una coscienza critica, che lotti per ottenere e conservare la libertà di pensiero, opinione, espressione.

Crediamo in una rete libera da censura; per questo riteniamo fondamentale l’educazione alla tutela di se stessi, l’acquisizione della consapevolezza dei propri diritti e delle proprie responsabilità per proteggere il proprio spazio privato, sul piano sia personale sia legale, seguendo l`approccio “do it yourself”.

Ci proponiamo di reinterpretare la società delle ICT (Information Communication Technologies) proponendo un utilizzo attivo delle tecnologie che muova la dimensione del significato, ispirandoci ai percorsi avviati dalla Scuola di Francoforte, Hannah Arendt e Philip Dick.

Vogliamo analizzare l‘interazione uomo-macchina indagando le modalità con cui i computer hanno cambiato la nostra vita e il modo di concepire noi stessi e gli altri.
Ci interessano gli esseri umani, come persone e come personaggi. Sentiamo che in un mondo dove tutto è materia spesso non esiste quel senso di responsabilità e rispetto che può semplicemente chiamarsi attenzione alla “qualità umana” dei singoli individui, degli uomini.

Ci appassionano l’arte contemporanea e i suoi linguaggi, che sono molteplici e spesso non chiaramente delimitati. La simbiosi è programmatica per molti artisti e la confusione è una cosa a cui, come sperimentatrici, siamo affezionate.

Crediamo che la curiosità e la ricerca di metodologie comunicative sempre nuove (riferendoci al nuovo non in termini assoluti, quanto piuttosto a una scoperta dell’inesplorato sul piano individuale) sia parte integrante di un processo di arricchimento personale e collettivo.

P.S.: siamo antirazziste, antisessiste e antifasciste, ma alcoliste q.b.

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