Fight! / Combatti!

I Monologhi di Sana – Rubrica

Soon I will go to live abroad, so I decided to learn how to express myself in another language….sorry for mistakes! ;)

Presto andrò a vivere all’estero, così ho deciso di imparare come esprimermi in un’altra lingua…scusatemi per gli errori! ;)

“Who honors those we love with the very life we live? Who sends monsters to kill us and at the same time sings that we’ll never die? Who teaches us what’s real and how to laugh at lies? Who decides why we live and what we’ll die to defend? Who chains us and who holds the key to set us free? It’s you. You have all the weapons you need. Now fight!”


“Chi ci ispira a onorare quello che amiamo con la nostra stessa vita? Chi manda i mostri a ucciderci e allo stesso tempo canta che non moriremo mai? Chi ci insegna che cosa è reale e come ridere delle bugie? Chi decide perché viviamo e per che cosa dobbiamo morire? Chi ci incatena? E chi ha la chiave che può renderci liberi? Sei tu. Hai tutte le armi che ti servono. Combatti!”

[Sucker Punch – explicit]

Came back from this trip, the umpteenth one….reflections sail in my mind, indecisions and rage, but most of all desire of payback.
Desire to retake something that was mine all the time, and it’s mine by right: my life.
I find out new obstacles that I built up myself, chains, prisons for my freedom.
I find out moments and feelings of compliance and submission hidden so deeply in me that I even didn’t know to have them.
Ironically, all this disappear while the Utrecht’s skyline slide away from my window.
A gust of icy wind mixed with snow ruffles my too short skirt, while my boot lay on the step of the intercity to Maastricht, and I glance last time at the city center, before to set out along a path from which, for sometime at least, there will be no coming back.
But in the moment when I finish to get on board music explodes in my head and a choir of voices reminds me that I am me, that I can conquire what I want by my force and will, that there is nothing  to fear really.
That if I want to build something beautiful in my life the decision to make it real it’s mine and only mine.
I hush all the spectres that are telling me that I’m not enough, that I’m never not enough good, brave, smart.
They can go to hell!
I’m here, now, I built something, and I did by myself.
A smile emerges on my lips, and I think that I’m not going home, I’m just going to retake what is mine, and the I’ll come back to build something wonderful in my life.
I feel free.
Like if something planted deeply in me, basis of something that I was looking for from a very long time, and never found it.
I understand that I have looked for “home” in every place, in every corner of the world….but home is in all places and in no places, home is inside me.
It’s like that phrase that  I like so much, so much to decide to get a tattoo: “Home is where the anchor drops”.
Happiness :)


Tornata da questo viaggio, l’ennesimo….riflessioni improbabili mi navigano nella testa, indecisioni e rabbia, ma soprattutto voglia di rivincita.
Voglia di riprendermi ciò che è sempre stato mio e mi appartiene di diritto: la mia vita.
Scopro nuovi ostacoli che io stessa ho costruito, catene, prigioni per la mia libertà.
Scopro momenti e sentimenti di arrendevolezza e sottomissione nascosti così profondamente che non sapevo nemmeno di averli.
Ironicamente, tutto questo scompare mentre l’orizzonte di Utrecht scorre via dal mio finestrino.
Una folata di vento gelido misto neve mi scompiglia la gonna troppo corta mentre l’anfibio si posa sul gradino dell’intercity per Maastricht, e io getto un ultimo sguardo al centro città, prima di incamminarmi lungo un sentiero da cui, almeno per un po’, non ci sarà ritorno.
Ma nel momento in cui finisco di salire la musica mi esplode nella testa e un coro di voci mi ricordano che io sono io, che posso conquistarmi ciò che desidero con le mie forze e la mia volontà, che non c’è nulla di cui avere davvero paura.
Che se voglio costruire qualcosa di bello nella mia esistenza la decisione di farlo non spetta ad altri che a me.
Zittisco gli spettri che mi dicono che non sono abbastanza, che non sono mai abbastaza brava, coraggiosa, intelligente.
Che andassero al diavolo!
Sono qui, ora, ho costruito qualcosa,  e l’ho fatto da sola.
Un sorriso mi sale alle labbra, e penso che non sto tornando a casa, sto solo andando a riprendermi ciò che è mio, per poi tornare a costruire qualcosa di meraviglioso per la mia esistenza.
Mi sento libera.
Come se qualcosa si fosse piantato profondamente in me, le fondamenta di qualcosa che cercavo da molto tempo, senza trovarlo mai.
E allora capisco che ho cercato “casa” in ogni posto, in ogni angolo di modo…ma casa è in tutti i posti e in nessun posto, casa è dentro di me.
È come dice quella frase che mi piace tanto, così tanto da volermela tatuare addosso: “ Casa è dove cade l’ancora”.
Felicità :)

Image:Sucker Punch by Mik4g

2 pensieri su “Fight! / Combatti!

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