Riscrivendo ricordi…/Rewriting memories…

I Monologhi di Sana – Rubrica

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Io mica lo so bene, che ci sto facendo qui…seduta in questo giardino così bello, sul canale.
E l’aria è fresca e la notte è limpida.
Ma noi
ci osserviamo sospettosi come piccole belve, che mica ci fidiamo tanto.
Il problema è sempre lì, capire se davanti hai un amico o un nemico.
E allora ci scrutiamo, poco convinti.
Scoprendo che dopo tutto, a noi il silenzio non fa paura, e nemmeno le parole.
Che dici? Quasi quasi mi fido…di te.
Sorrido?
Sì? No?
Ancora…che ci faccio qui?
Ma io lo so, cosa ci faccio qui, seduta in questo posto, proprio in questo.
In questo e nessun altro.
Riscrivo i ricordi.
Ne elimino uno brutto, per sostituirlo con uno bello.
Distruggo a picconate la rabbia e l’arido, e lo sostituisco con un sorriso, e l’alba che sorge.
E invece di uno sbuffo mi resta in testa solo:
– è proprio bello qui, dovremmo venirci più spesso… –
sorrido
– sì, dovremmo…. –
La notte è languida e scivola via facile, il mondo continua a girare e a me pare quasi di sentirlo…
E tutte le campane a vento che uso per spaventare gli altri, quelle, stasera, mi sa che le ho lasciate a casa…perchè la curiosità, quella, mi frega sempre.
Perchè è molto più bello, e divertente, giocare a raccontarsi il mondo…e scoprire che poi, in fondo in fondo, non lo vediamo così diverso.
E addosso, mentre le strade corrono via, nel silenzio assoluto dell’alba, mi restano solo sfumature.
E delicatezza.


I really don’t know. that I’m doing here … sitting in this garden so beautiful, on the canal.
And the air is fresh and the night is clear.
But we
we look suspiciously like little beasts, that we really don’t trust so much.
The problem is still there, to understand if in front you have a friend or an enemy.
And then we scrutinize, unconvinced.
Discovering that after all, the silence does not frighten us, nor the words.
What do you say? I almost … trust you.
Do I smile?
Yes? No?
Still … what am I doing here?
But I know what I’m doing here, sitting in this place, at this.
In this one and no other.
I Rewrite memories.
I delete a bad one, to replace it with a beautiful one.
I destroy with a pickaxe the anger and arid, and replaces it with a smile, and the sun rising.
And instead of a puff it remain in my head only:
– It is beautiful here, we should come more often … –
I smile
– Yes, we should …. –
The night is languid and slips away easily, the world keeps turning and I can almost feel it …
And all the wind chimes that used to scare the others, those, tonight, I think I left them at home … because the curiosity, that, always tricks me.
Because it is much more beautiful, and funny, to play to tell the world … and then find that, deep down, we do not see it so different.
And on me, while the streets are running away, in the absolute silence of the dawn, I have only shades.
And delicacy.

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