La foresta e il potere

Selezione letteraria a tema.

W. Shakespeare, MACBETH. Atto III, scena I.
Tuono. Entra la TERZA APPARIZIONE: un bambino incoronato, con un ramo d’albero in
mano
MACBETH – Che cos’è questo, che mi sorge innanzi
nell’apparenza del figlio d’un re,
recinta la sua fronte di fanciullo
dell’emblema della sovranità?
TUTTE E TRE – Ascoltalo soltanto. Non parlargli.
3ª APPARIZIONE – Come un leone sii superbo e fiero,
e non curarti di chi morde il freno,
né di chi s’agita, di chi congiura.
Macbeth non sarà vinto
fino a quando di Birnam la foresta
non moverà verso il colle di Dùnsinane
contro di lui.
MACBETH – Ciò mai potrà succedere!
Chi può mobilitare una foresta,
comandare ad un’albero si svellersi
dalle radici abbarbicate a terra?
O soavi presagi! Ottimamente!
Morti ribelli, più la vostra testa
non sollevate, finchè non si muova
anche di Birnam l’intera foresta!
E dal suo alto seggio allor Macbeth
vivrà l’intero spazio da Natura
a lui concesso ed al suo giusto tempo
renderà il suo ultimo respiro…

Domenico Scalzo, Vita ufficiale e male amministrato, in Sul male, a partire da Hannah Arendt

“Eichmann decreta il fallimento etico della nostra cultura. La sua malvagità è al contempo selvaggia e razionale: il frutto di una gigantesca caccia resa possibile dalla fredda determinazione della tecnica, che le mute della politica del nuovo ordine, dell’omogeneità e dell’espansione, scatenano nella foresta simbolica della vecchia Europa sulle tracce degli ultimi uomini-lupo. Ma anche l’accumulo delle spine del comando che si conficcano nella carne e nello spirito del soldato come del funzionario, perché l’esercito è la stessa foresta che cammina. Una massa chiusa in attesa dell’ordine che sgrava la coscienza dal peso della responsabilità disseccando la vita della facoltà di pensare come della capacità di giudizio.”

Macbeth, Atto IV, Scena IV

Entrano con tamburi e bandiere, MALCOLM, il vecchio SIWARD e suo figlio, MACDUFF,
MENTHEITH, CAITNESS, ANGUS, LENNOX, ROSS con l’esercito in marcia. Davanti alla foresta di Birnam.
MALCOLM – Cugini, spero ormai vicino il giorno
in cui ciascuno di noi
potrà dormir sicuro nel suo letto.
MENTHEITH – Noi non ne dubitiamo.
SIWARD – Che bosco è quello che ci sta davanti?
MENTHEITH – La foresta di Birnam.
MALCOLM – Dai suoi alberi
ciascun soldato se ne stacchi un ramo
e se lo tenga innanzi a sé marciando:
maschereremo così il nostro numero
e renderemo vano ogni conteggio
delle loro vedette.
SOLDATI – Sarà fatto.

Apologo di Iotam, Libro dei Giudici, cap 9, vv 6-15

Tutti i signori di Sichem e tutta Bet-Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimèlech presso la Quercia della Stele che si trova a Sichem. Ma Iotam, informato della cosa, andò a porsi sulla sommità del monte Garizim e, alzando la voce, gridò:

«Ascoltatemi, signori di Sichem, e Dio ascolterà voi!
Si misero in cammino gli alberi
per ungere un re su di essi.
Dissero all’ulivo:
Regna su di noi.
Rispose loro l’ulivo:
Rinuncerò al mio olio,
grazie al quale
si onorano dèi e uomini,
e andrò ad agitarmi sugli alberi?
Dissero gli alberi al fico:
Vieni tu, regna su di noi.
Rispose loro il fico:
Rinuncerò alla mia dolcezza
e al mio frutto squisito,
e andrò ad agitarmi sugli alberi?
Dissero gli alberi alla vite:
Vieni tu, regna su di noi.
Rispose loro la vite:
Rinuncerò al mio mosto
che allieta dèi e uomini,
e andrò ad agitarmi sugli alberi?

Dissero tutti gli alberi al rovo:
Vieni tu, regna su di noi.
Rispose il rovo agli alberi:
Se in verità ungete
me re su di voi,
venite, rifugiatevi alla mia ombra;
se no, esca un fuoco dal rovo
e divori i cedri del Libano.

MACBETH, Atto V, Scena V-IV
Entra una Staffetta.
STAFFETTA – Mio grazioso signore, dovrei dirti
di qualcosa che giuro d’aver visto,
ma non so come dirlo.
MACBETH – Avanti, parla!
STAFFETTA – Mentr’ero di vedetta in cima al colle
ho rivolto lo sguardo verso Birnam
e m’è parso, d’un tratto,
che si muovesse l’intera foresta.
MACBETH – Bugiardo! Miserabile! Che dici!
STAFFETTA – S’abbatta su di me la vostra collera,
se non è vero: a tre miglia da qui,
lo potrete vedere da voi stesso.
Ho detto: una foresta che si muove.
(…)

SCENA VI
Dunsinane, piana davanti al castello.Tamburi e bandiere.
Entrano MALCOLM, SIWARD, MACDUFF, con l’esercito; ogni soldato ha in mano un ramo
d’albero
MALCOLM – Qui siam vicini abbastanza; fermiamoci.
Gettate via gli schermi di fogliame
e mostratevi. Voi, nobile zio,
guiderete, col mio caro cugino
e vostro degno figlio, il primo assalto;
Macduff ed io ci accolleremo il resto,
secondo i piani.
SIWARD – Allora, arrivederci.
Se stasera ci troveremo a fronte
le forze del tiranno,
che ci rimandino indietro sconfitti,
se non sarem capaci di combattere.
MACBETH – La parola alle trombe: date fiato
a queste strepitose messaggere
di sanguinosi massacri e di morte!

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