Settima sinfonia di Beethoven

Dobbiamo solo restare qui, fermi, seduti, silenziosi, e ascoltare.

Ascolta con attenzione, cerca di scivolarci dentro. Lasciati afferrare dalla musica che cresce, e assume vita propria. Lasciati trasportare dalle note, non pensare: senti. Chiudi gli occhi e lascia che quello che provi emerga in superficie, non mettere filtri, distruggi la barriera. Lascia che si sciolga il nodo che hai sapientemente intrecciato negli anni, lascia che si sfilacci e liberi quello che ci sta nascosto dietro. E mentre ascolti quell’esplosione di gioia, sappi che il compositore, per cui la musica era tutto, stava diventando sordo.

Questa sinfonia ha generato un pezzo della mia anima: quello che trova nella disperazione una gioia feroce, e invoca la dannazione come un piacere carnale.

5 pensieri su “Settima sinfonia di Beethoven

  1. Dimentica ciò che fisicamente “sei” (tutti abbiamo la brutta abitudine di identificarci con il nostro involucro materiale)… e inizia a riconoscere ciò che la tua Mente/Spirito/Anima ti racconta… è un idoma a volte sconosciuto che si fatica a comprendere (abbiamo da millenni dimenticato il suo significato) ma è intuitivo, profondo, sincero, senza veli e pregiudizi…
    La musica ci riavvicina a questo linguaggio ed il pezzo che citi è sublime. Beethoven ha utilizzato quel linguaggio primordiale, trascrivendolo in note… :-)c

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