Duello.

moebius-arzach-sketch

Blue now is the colour
Love the drug I’m needing
Got to keep this feeling

With the headlights burning
We’re looking up for something
Answers on the ceiling

Watching out the windows
Watch the way the wind blows
Soon it will be morning

Still the question lingers
I twist it round my fingers
Could you be my calling?

See this winged boy falling
Falling out of something
Hits the drug I’m needing

Arrows that he’s turning
Need to keep this feeling
Slow drug in the morning

With the headlights burning
Looking up for something
Something that we’re needing

Still the question lingers
I twist it round my fingers
Could you be my calling?

(The Slow Drug – Pj Harvey)

Infinito silenzio nella mia testa,
linea dritta e piatta,
finché il tuo sguardo non mi scivola addosso.
Punge, solo per un secondo, come uno spillo che attira la mia attenzione.
Il respiro mi si spezza in gola e
vorrei essere un milone di kilometri lontano.
Smetti.
Dannazione, smetti di guardarmi, di osservarmi, di studiarmi.
[Cerco di sparire seduta sulla mia sedia.]
No, non è vero.
Continua.
Sento quello stesso sguardo scalarmi la spalla come un serpente
mentre di schiena prendo la tazza del the.
Il silenzio aleggia su tutto.
Il silenzio, solo silenzio.
Lo sento seguirmi mentre chiudo la porta alle mie spalle,
lo sento investirmi quando rientro.
Più mi chiami, più mi allontano.
Non mi faccio scrutare dentro, io.
Stai lontano, non ci riprovare.
E sono lì, solo a un passo.
….poi una voce esplode nel silenzio…
– allora, vieni? –
io resto zitta, per cercare di riafferrare il silenzio, ma la mia bocca si fa cuore
– si-
Dannazione.



La guerra è già scoppiata, Marcondiro’ndero
la guerra è già scoppiata, chi ci aiuterà.

Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro’ndera
ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà.

Buon Dio è già scappato, dove non si sa
buon Dio se n’è andato, chissà quando ritornerà.

(Girotondo – Fabrizio de Andrè)

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È un richiamo irresistibile, quello dei frattali nella mia testa,
è il richiamo delle stanzette polverose, delle notti improbabili, della complicità.
Della libertà sopra ogni cosa, dei viaggi, del fiato sospeso.
È il richiamo della me irreverente e non più spaventata.
Dell’ironia e della strafottenza.
E io non voglio resistere.
Dovrei?
Forse no…ma…
la bomba è già caduta…
un universo sconosciuto, un parco giochi immenso….
immemori ragazzini dal cuore libero.
Figli di nessuno, eroi del niente.
Selvaggi, bastardi, meticci, sbagliati.
Ci volevate schiavi, ora siamo liberi….

La terra è tutta nostra, Marcondiro’ndera
ne faremo una gran giostra, Marcondiro’ndà.

Abbiam tutta la terra Marcondiro’ndera
giocheremo a far la guerra, Marcondiro’ndà…

(Girotondo – Fabrizio de Andrè)

Images:

arzach-sketch by Moebius

photo by Tino Schaedler

 

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