Anarchizza su sta fregna.

smash-the-patriarchy

È un titolo un po’ impolite, lo so.
Mai preteso di esserlo, del resto.
Oggi la mia (in)coscienza ha l’aspetto di una comare in nero, quelle vecchine toste del mercato che con pacatezza e rassegnazione ti esplicitano certe verità della vita notevoli, così, a caso, tra i cavoli e le carote.
Mi aspettavo qualcosa di diverso…
E che s’aspettava signorì?
Eh boh, che le persone poi facciano quello che dicono, comunque…quant è sta dignità? 15? De che? Centesimi? Euri? Beh comunque sta a buon mercato…
No signorì, quelli nun so soldi, so gli anni che hai a penà pe ottonerla, sta dignità.
So le volte che ti spezzeranno il cuore, che ti deluderanno, che tenteranno di calpestarti…la dignità non è mai a buon mercato.
E pure lei c’ha ragione…
So i violenti, stupidi, reazionari imbecilli che se vestono da anarchici che incontrerai nella tua vita
Me sa che so più de 15, signò…
Ma si, si fa per dire…ne è pieno il mondo.
E me lo dice così, signò? Co sta calma flemmatica…
Io ho visto la guerra, signorì, ormai non mi sconvolgo di niente…e poi, le cose stanno così, vanno accettate, che la realtà dei fatti non cambia.
Quindi? Che mi consiglia?
Bisogna andà avanti, signorì, non farsi abbattere mai…perchè è sempre la solita storia.
Resista signorì, resista.
Perchè le scelte so 3:
o decidi che tutto sommato quel “smash the patriarchy” non  valeva la pena, e ti inserisci nella patriarchy, ti rassegni a rientrare negli stereotipi di genere e a tutti i paternalismi/dogmi del cavolo che ne conseguono…
…o ci si isola, ma così ci si leva anche ogni possibilità, e la vita è tanto bella signorì, che vale la pena di spercarla così? Con tutta la gente che non può, che noi siamo già privilegiati a vivere così.
Oppure si mette in conto di incontrarli, questi 15…mi scusi il termine eh, questi 15 stronzi, e che qualche volta l’avranno pure vinta; qualche volta feriranno pure.
Mh, diciamo che metto in conto di incontrarli e accetto il rischio…poi?
Poi? Poi sarà dura, signorì, perché questi siederanno nei collettivi, si metteranno in bocca parole come “queer”, “femminismo” e “dignità”, si faranno un nome nella scena.
Eh, facciamo che ne ho appena incontrato uno.
Io lo so che c’è quella filosofa che dice che non dovremmo dividere il mondo in “noi” e “loro”, che non dovremmo alimentare il mercato dell’odio…ma io co questi non voglio essere accomunata manco per sbaglio, a me sta gente mi sta proprio sul cazzo.
Perchè ruba il nostro vocabolario, si siede ai nostri tavoli, fa finta di credere in qualcosa…e poi si comporta di merda, in barba a tutti i principi che dice di difendere.
E quando lo fa tutti fanno pippa, perché tutto sommato “è un compagno da tanto tempo”.
A me  m’è successo, che un tipo di un centro sociale, compagno da una vita e più, m’ha palpato il culo a una cena…ma mica per sbaglio eh…quando ho provato a raccontarlo m’hanno riso in faccia dicendo “ma chi? Tizio? Ma dai, impossibile, è compagno da una vita!” e allora ho capito che certe cose tocca tenessele perché non si possono dire, ma a me sta cosa mi sta proprio sul cazzo.
E se io pippa non la volessi fare?
Se non volessi ingoiarmi la bile di vedere sta gente a braccetto co la parola femminismo? Ma manco con parole tipo rispetto e amicizia, eh…
Perchè tu, grande teorico anarchico, ti riservi il diritto di trattarmi in maniera irrispettosa se non ti compiaccio?
Se non ti faccio da entertainer, da groupie?
Ndo sta tutto il tuo femminismo, adesso?
Tutte le tue belle parole…quelle che usi per fare la ruota come un pavone ubriaco.
Perchè nella teoria so boni tutti a mandalli a fanculo ma nella pratica mettesome i prosciutti (vegan, mi raccomando!) sugli occhi?
Perchè se le stesse cose le dice un politico di destra è nammerda e se le FA un compagno allora facciamo finta di non vedere?
Io non ci sto, non lo voglio sto schifo al mio tavolo.
St’ipocrisia imperante tenetevela per voi.
Non è che il fatto di trascinare fisicamente la propria massa corporea dentro a uno spazio sociale  per N tempo dia automaticamente il diritto di starci.
Sta gente nei centri sociali, negli squat, nei collettivi non ce dovrebbe sta.
Hai ragione su tutto, signorì, ma è una vita che è così e non cambia.
Ma perché? Perchè non cambia?
Perchè si scontrano diverse filosofie…la fiducia e l’attacco personale, la sfera pubblica e la sfera privata…
Mah, mica ne sono tanto convinta.
Dia retta, signorì, è una vita che va avanti così.
E non si può cambiare?
Ci si prova…nella vita si può provare a fare tutto.
Ecco. Io non voglio proprio starci, a questo gioco…in cui poi finisce che la tipa di turno passa per pazza/appiccicosa/illusa/cogliona. No. È che tu hai fatto lammerda.
E se sei merda, al tavolo di un collettivo che parla di ugaglianza sociale e rispetto non ti ci siedi, o ti ci siedi per imparare, non pontifichi.
Io il mio rispetto mi rifiuto di dartelo, la tua opinione per me vale zero.
Posso, al massimo, mitigare il mio giudizio con la tua incapacità di autoanalisi e di riconoscere i meccanismi patriarcali che ti muovono…che poi è un modo molto complesso e imbellettato di dire che posso venire a patti col fatto che sei un cretino.
Ma per il resto no, non ti riconosco il ruolo di anarchico rivoluzionario che ti stai arrogando.
Non sei femminista, non sei illuminato, né rispettoso o alternativo.
Sei un maschietto medio animato dalla competizione tipica della cultura machista da cui provieni.
Sei un machino che cerca di incanalarmi nel ruolo che nel suo bassissimo orizzonte mi compete, quello di concubina muta a cui fare concessioni; e siccome non ci sto mi fai la guerra.
E guerra sia, non sei il primo né sarai l’ultimo maschietto a cui tocca dare due etiche pizze e dire “ma anche no”.
La vedo agguerrita, signorì, mi piace…
è che sono esasperata dallo schifo che mi provoca sta gente, non ne posso più, non ne posso più della loro ipocrisia, di quella generata attorno a loro, di tutta ‘sta situazione del cavolo…di sti maschietti che pontificano di anarchia relazionale, rispetto e libertà…ma quale anarchia? Ma quale rispetto? Ma quale libertà?
Imparate a relazionarvi, mannaggiacristo!
Applicate almeno il minimo sindacale di ciò che berciate!
Lo dica, signorì, lo dica forte…lei è giovane, magari ce la fa a cambiare qualcosa.
Sa una cosa? Io il mio diritto alla parola me lo riprendo, forte e chiaro, anche quello scomodo di dire la verità, di puntare la gente ai tavoli dei collettivi e dirgli “sei un ipocrita dimmerda, non hai rispetto di niente e di nessuno, tratti gli altri come fossero cose…dov’è il rispetto e la fiducia reciproca di cui ragli tanto? Che ce stai a fa qua? Stacca quell’adesivo “smash the patriarchy” e attaccane uno con scritto “I’m the patriarchy”, almeno fintato che ti comporti da maschietto bianco privilegiato e machista quale sei…ecco, fintanto che non scendi dal pero e ti fai un esame di coscienza la mia risposta ai tuoi veneggiamenti, alle tue impennate stizzite di orgoglio maschiale ferito, alla tua polemica di presunta verità, alle tue teorie di rispetto e anarchia relazionale, al tuo tentare di mettermi in competizione con altre donne sarà solo, caro amico ipocrita, anarchizza su sta fregna.

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