Volo…

just-love

mi amasti d’alabastro e alba,
facendomi sentire musa e guerrigliera.
Ti concedi rare distrazioni
dal tuo ruolo di emancipato, serio, logico, distaccato, integro piccolo uomo,
confessando l’incofessabile.
Detesto la tua sofferenza, incisa a fuoco in ogni frase, nelle parole dietro le parole,
che io sola so leggere.
E mentre io costruisco nuovi orizzonti di luce,
intramontabile diva,
tu affoghi il mio passato oramai in frantumi, piccolo mondo antico e ipocrita.
Mi libro più lontano di quanto non sia mai stata, da sola,
e non me ne dolgo.
Ma mi manca un po’ quella complicità silvana che accompagnava le nostre stagioni.
Vorrei sapere cosa dire, per convincere la tua testardaggine ad abbandonare quella piana distrutta,
mangiata viva dalla falsità e dall’arrendevolezza.
Vorrei portarti dove l’alba nasce fresca, e il sogno non si è ancora consumato…

Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più
oltrepassare in volo, in volo più in là

Meglio del perdersi in fondo all’immobile
Meglio del sentirsi forti nel labile.

Forse, sicuro, è il bene più radioso che c’è
Lieve svenire per sempre persi dentro di noi

Meglio del perdersi in fondo all’immobile
Meglio del sentirsi forti nel labile.

Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più

(Lieve – Marlene Kuntz, 1999)

Image by Chiara Bautista

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