Tracce.

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Mi piace pensare che la prima volta che si incontrarono fu un inverno di moltissimi anni fa…
lui, uno smilzo ragazzino biondo con lo zaino sulle spalle; lei, niente più che una bambina per mano a sua madre.
Fu solo un secondo.
Lei probabilmente si girò a guardare la cresta e i piercing di lui, già mortalmente affascinata da tutti i bad boys.
Lui invece deve aver notato i capelli lunghissimi e rossi, tremendamente ribelli, e la giacca da snowboard da uomo, così inusuale per chi, a quell’età, dovrebbe essere tutta fiorellini e gonnine.
Era sera, la luce dei lampioni illuminava appena il vicolo già pieno di tossici, mentre la nebbia saliva dal canale vicino.
Si incrociarono, fu solo uno sguardo, ma si girarano e rigirarono a lungo….finchè non sparirono entrambi all’orizzonte.
Si sarebbero mai rivisti?
In fondo, era solo uno sguardo per strada, uno dei tanti, che ci si scambia e ci si dimentica, nella memoria del quotidiano…
La seconda volta fu più di 10 anni dopo, lui era già uomo, e lei una giovane, piccola, donna che si affacciava all’esistenza.
Entrambi con un’amore da risolvere.
Fu in quel palazzo del centro, martoriato dal fuoco, eppure così pieno di vita e colore.
Lei giocava con uno dei cani, e rideva, nella sua gonna di fluttuante cotone indiano, danzando nella luce dorata di un pomeriggio di Settembre.
Lui scese la scala e la vide; pensò che era bella come la vita stessa.
E qualcosa, nella memoria, gli suggerì che quei capelli, così lunghi, così rossi e così ribelli, li aveva già visti da qualche parte.
Si scambiarono poche parole, ma gli sguardi dissero molto di più.
I sorrisi erano distratti e sognanti.
Qualcosa, qualcosa nella memoria raccontava loro di una sera di Febbraio di molti anni prima….
Sarebbero potuti andare avanti a sorridersi per ore…ma, come in tutte le storie, la gelosia ha una sua parte.
L’amore di lei, che al tempo era bruno, e scuro come il carbone, tutto l’opposto di quel giovane alabastro e oro, vide lo sguardo che aveva e si infuriò.
Chiese con parole di fuoco chi fosse e lei rispose distrattamente “nessuno, solo un ragazzo…”
Si sarebbero mai rivisti?
Oh, si….
Fu quasi cinque anni dopo.
Lei aveva gli occhi cerchiati dal nero della sofferenza di chi non dorme le notti e sogna di vite lontane…
Lui, in costosi abiti nuovi, fingeva di essersi dimenticato di tutto il marcio venuto prima, di una vita sbagliata.
Nella piazza la folla era colorata di festeggiamenti, ma tra tutti i visi conosciuti, lui fu attratto dalla sconosciuta dai lunghi capelli rossi, che, ribelli, ricadevano sul vestito buono.
Secoli dopo, nella ricerca della memoria, su una vecchia pellicola, si trovarono impressi fianco a fianco, molto più vicini di quanto non fosse l’amore ufficiale.
Nel flash delle luci, in quella notte di festa di un lontano Gennaio, lei ricordò di aver ballato con uno sconosciuto gentile, dalle mani grandi, che l’avevano stretta come se non volessero più lasciarla andare.
Non gli aveva nemmeno chiesto il suo nome…
Ma si sa, l’ebbrezza del vino e del sogno sparisce sempre con le prime luci dell’alba…
Si sarebbero mai rivisti?
Passarono quattro volte i solstizi, prima che arrivasse la notte fatale.
Era un Luglio appiccicoso, lui, annoiato dalla vita e dalle chiacchiere, sedeva al bancone del bar, e rimase ammutolito quando vide sulla soglia una sconosciuta dai capelli rossi.
Lei entrò senza notarlo, sorrise a chi l’aspettava e si mischiò alla folla.
Per la prima volta, lui decise d’agire…saltò giù dallo sgabello, infastidendo l’astante, che gli chiese dove stesse andando…lui rispose solo
“Ho appena visto la donna più bella su questa terra, devo trovarla..devo andare”
La rincorse, nella stanza piena di fumo, rideva, parlava, fumava…bella come fosse la vita stessa…troppo bella, pensò, per lui…il coraggio gli venne meno e non parlò.
La vide passare la soglia a rallentatore, la mano dalle dita sottili fu l’ultima cosa che vide sparire oltre il muro…e in un secondo si pentì della sua codardia, le corse dietro, ma lei era svanita.
La cercò per ore, in quella folla distratta.
Quando ormai aveva perso ogni speranza di rivederla, eccola riapparire nella nuvola di fumo.
Sentì il fiato mozzarglisi in gola, ma la paura di perderla di nuovo gli fece fare un passo in avanti.
La salutò.
Lei si voltò e gli sorrise.
Questa volta, l’alba li portò lontano, verso casa, insieme.
Lui le baciò teneramente le labbra e fuggì via….
Si sarebbero mai rivisti?
Si.
Una settimana dopo.
Mentre passeggiavano lungo lo stesso canale di molti anni prima, parlarono, dei loro passati sbagliati, dei sogni finiti male, degli amori ormai andati, delle speranze per il futuro…e in un letto di periferia, una notte di Luglio, lei lo guardò e disse
“ è strano, sei così familiare…è come….mi sembra….”
lui si sedette e le guardò il viso, finendo la frase
“…di conoscerti da sempre”.
Si sarebbero mai rivisti?
Si, il giorno dopo, e quello dopo, e quello dopo ancora…e ogni giorno di ogni anno a venire.
Quell’amore aveva lasciato tracce di sé negli ultimi vent’anni, e per vent’anni aveva aspettato, pazientemente sopito, negli sguardi che incrociamo e dimentichiamo ogni giorno…

Image: fake freckles by Fukari

 

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