Abbraccio.

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Pure frigid waters from these eyes that always miss you

Nothing but violence from my empty gun

I’m using silver to light up these blackheart faces

blinding your fingers with my skin that burns for you

(La Canzone che scrivo per te – Marlene Kuntz)

Mentre il dolore si fa scostante e inconsiderato io ti guardo, articolo poche parole, essenziali, sintentiche, schematiche, ma lasciano cadere la maschera in un secondo.

Mi rivelo ferita nello spazio di pochi centrimetri di lettere.

Sgretolo la facciata di creta e resto nuda.

Sono la stessa ragazzina ferita che prendesti tra le braccia quella prima notte, quella che si preoccupava delle macchie sulla tua felpa, quella a cui toglievi il fiato con gli abbracci.

Non spiego e tu non chiedi.

Solo, mi abbracci.

Per ricordarmi che sei sempre li’, ad accogliere questo mio dolore che non so esprimere.

Questo dolore di cui mi vergogno, tu lo accogli, lo culli, gli dai diritto di esistere.

Mi ricordi che dovunque io sia tu sei li’, e c’e’ troppo trascorso perche’ sparisca all’orizzonte.

Squarcio di un universo esperito in lunghi anni di pioggia, caldo e periferie.

E per un momento, per un infinito attimo non esiste distanza, non esiste dolore, esiste solo accoglienza e calore e certezza.

Quell’abbraccio lontano e’ un antidoto, sputa fuori il veleno meschino di questa umanita’ schifosa e mi fa sognare in grande.

Per un attimo quella sensazione di grazia e tepore mi fa scordare il resto.

C’e’ tanto di non detto, ma nulla di taciuto.

Io sono solo io, e tu sei solo tu.

Senza segreti, senza censure.

Mi abbandono un attimo alla debolezza dello smettere di fingere, e ad aspettarmi non c’e’ che il tuo sorriso, le tue mani grandi che mi asciugano le lacrime, il tuo abbraccio…e io so che tutti i soldi del mondo del mondo non valgono questo.

So che tutto quello che si puo’ barattare a questo mondo non vale questo microcosmo di poche parole, che contiene in se stesso l’essenza del tutto, e mi ricordi come si e’ umani, come si ama, senza condizioni, senza contratti, senza convenienze…si ama e basta.

Sollevo lo sguardo e il tuo doppio e’ li’, dice e fa le tue stesse cose, e io ringrazio per tutta questa ricchezza, e tutto il resto sparisce, il mondo e’ di nuovo un posto meraviglioso.

E sai, e’ bastato un abbraccio.

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