Il collasso dell’Occidente.

Mfool

Seguo il filo di emozioni strane,

il mondo ultimamente mi mette di buon umore.

E’ che e’ cambiato un po’ tutto, gli ultimi anni si sono disintegrati in due ore.

Anzi, ho un po’ l’impressione che l’intera Storia stia cambiando.

La mia infinita ricerca della felicita’ alla fine, pare, ha dato buoni frutti.

L’unicita’ mi regala speranze per questa umanita’ cretina.

E mentre il mondo si scanna su cannabis si cannabis no

la mia testa si allontana in universi lontani,

meraviglie quantistiche mi aspettano molto al di la’ del sole.

E la gente mi rivolge sempre le stesse domande, che noia.

Boriiiing.

Intanto, sotto il nostro sguardo sereno, l’intero impianto dell’Occidente si sgretola,

ho l’impressione di camminare con calma tra le macerie che collassano sotto il peso della nostra diversita’.

Forse siamo finalmente arrivati in quel magico posto che solo 5 anni fa sembrava cosi’ irraggiungibile, forse, ci stavamo scegliendo i compagni di viaggio sbagliati.

Anzi, sicuramente.

Occidente mi elenca le regole del gioco.

Il suo, sempre uguale, da duemila anni.

Io ridacchio e gli mostro le mie carte: coppia di fanti di cuori.

Non mi sembra contento.

Io canticchio, intanto, il tempio della verita’ d’Occidente sta iniziando a tremare.

Dovrei essere insicura, e terrorizzata, e sottomessa e dimessa e quello e questo.

E invece no.

L’ultima carta e’ la Donna Rossa.

L’ultima carta sono io.

E la Donna Rossa e’ raffigurata come una regina, tutto meno che spaventata, terrorizzata e dimessa.

Allora lo vedo provarci con uno dei Fanti di Cuori.

Dovrebbe essere uomo e forte e possessivo.

Dovrebbe essere noiso e limitato, instupidito da un orgoglio che non serve a niente.

Lui sorride, e tende la mano.

Il mio cuore esplode in un milione di frammenti di pura gioia, che si sparpagliano tutto intorno con rumore di campanelli.

La bellezza di questo universo non la so spiegare, ma Occidente collassa.

Non ce la fa a stare a questo passo, che non cede alla noia, ai trucchetti scemi di una retorica meschina.

Ecco che succede, a dare ai pazzi lo spazio per costruire utopie, che finiscono a crederci fino in fondo e prima o poi, un bel giorno di primavera, le tirano fuori dal cappello, cosi’, come se niente fosse.

E distruggono duemila anni di costrizioni.

Mi sento felice.

Dopo tanto tempo, felice.

Solo felice. Tanto.

Niente piu’ dicotomie, niente piu’ segreti, taciuti.

Niente di niente.

Solo felicita’.

E amore.

E bellezza.

E meraviglia.

Mi spiace, caro Occidente, ma eri noioso in una maniera estenuante, davvero eh.

Due palle.

E invece questo nuovo impianto e’ senza dubbio interessante, cosi’ piu’ grande e piu’ bello e piu’ speciale e piu’ tutto.

E gia’ le sento tutte quelle voci, chiedere mille domande:

ma sei sicura?

Si, mai stata piu’ sicura di qualcosa.

E’ che a volte la scelta non esiste.

Non e’ che puoi smettere di fare qualcosa che e’ come respirare.

E bastava cosi’ poco per rendere tutto perfetto.

Bastavano le persone giuste.

Ah, Utopia….quanto mi eri mancata!

Una risposta a "Il collasso dell’Occidente."

  1. Utopia è una bella donna, dalle vesti riccamente ricamate… trame dorate e dorati i suoi capelli!
    Ma è solo una kimera, una delle troppe, che ci accompagna accigliata e pronta a girarti le spalle quando meno te lo aspetti.
    La vita, effimera, coltivata, indicibile e che si sgretola negli anni che non si ripiegano come un ventaglio.
    Un forte abbraccio :-)claudine

    Mi piace

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