Amoral Tales./Racconti Amorali.

Amorality is a term that in philosophy expresses not the opposite of morality (immorality) but indifference, deliberate or unconsciously founded, to a set of rules and norms that guides people’s behavior in different historical periods and societies .

The amorality so, configures itself in all those actions, which are not covered under the universal principles of good and evil, in which you ascertain the absence of any moral norm, or you own inability to adopt it as an evaluation criterion. [1]

Moral.
What is moral? What is right? What are the rules?
What is abject, diverted, perverted?
It all depends from the point of view from which we observe.
And so let’s change the point of view, rotate it, so that it will not be any longer the same; nothing more “normal.”
How many of us, actually, can recognize themselves in that starting point?
So few; the only ones who probably still sit at the table of liars.
I wanted paint my characters so: free.
To choose, to break barriers, to move away from a foolish and silly “morality.”
Tired of hiding, undergoing, pretending.
Characters who have no will to give up the pleasure anymore; who live their lives in the name of one of my favorite mottos: “Desire everything, deny (to themselves) anything.”
And the absolutely absurd and alienating  thing is the goal of this paper; if it could get where really should, would no longer have any reason to exist;
if all forms of love and pleasure were automatically recognized and we would forget words like “immoral, perverse, diverted” would be nothing more than a book of  (erotic?) tales; and even my innate perversity, my sublime joy in slamming in morality’s  face that for me there are no rules, would fail.
Mine are tales of love and pleasure: who are we to say what love is?
Who are we to judge that the love is for two? And has to be done in that way? With those rules, with those results?
Probably, it all comes from my personal research on what love is.
I lived and tried various forms of love, but the thing that I remember with more irritation were the innumerable people who insisted on telling me the same phrase, always the same: “Everyone is free to do whatever he wants, but this is not love” .
And I thought: “Why? But what do you know? ”
After that my most important relationship ended I had a discussion with a person strongly supporter of ” “normal love (in two, man and woman, close relationship).
I remember that she told me: “Don’t you think that if that form of love would work, after the ’70s something has been changed, do you?”.
And I said candid: “And do you think that the classic one works? I don’t think so”
And I still believe it; remains that I know many happy canonical couples , or that at least  don’t stab each other in the back.
I found myself wondering what kind of relationship I’m able to realize for myself, in case.
And the answer is still nebulous, I think it is mainly for this reason that right now I do not have a stable relationship.
But I also concluded that there is no perfect and absolute form of love, even for a single person.
At the best there is a perfect love form for me at this time of  my life.
And this is the crux of the whole matter.
So who cares if to their eyes it doesn’t seem love? Who cares does if it will last or not? Or If and in WHAT it  will transform?
Not all loves are for a life time, some stay, others simply end up; and this is why not all my stories have a happy ending.
The important thing is not give any border to our fantasies, because the more we clip our wings, the less we will find out about ourselves and the world.


Amoralità è un termine che in filosofia esprime non l’opposto della moralità (immoralità) ma l’indifferenza, voluta o inconsciamente fondata, riguardo a quel complesso di regole e di norme che guidano la condotta degli uomini nelle varie epoche storiche e nelle diverse società.

L’amoralità quindi si configura in tutte quelle azioni, che non possono essere ricondotte sotto i principi universali di bene e male, nelle quali si constata l’assenza di ogni norma morale o l’impossibilità di adottarla come criterio di valutazione.[1]

Morale.
Cos’è morale? Cosa è giusto? Cosa sta nelle regole?
Cosa è abietto, deviato, perverso?
Dipende tutto dal punto di vista dal quale si osserva.
E allora cambiamo il punto di vista, ruotiamolo, così che non sia più lo stesso; niente più “normalità”.
Quanti di noi si ritrovano davvero in quel punto di partenza?
Talmente pochi; gli unici che probabilmente ancora siedono alla tavola dei bugiardi.
Li ho voluti dipingere così, i miei personaggi: liberi.
Di scegliere, di infrangere barriere, di scostarsi da una sciocca e insulsa “moralità”.
Stanchi di nascondersi, sottostare, fingere.
Personaggi che non hanno più voglia di rinunciare al piacere; che vivono la propria esistenza all’insegna di uno dei miei motti prediletti: “Volere tutto, negarsi nulla”.
E la cosa assolutamente assurda e straniante sta nell’intento di questo scritto; se riuscisse ad arrivare dove davvero vorrebbe, non avrebbe più alcun senso di esistere;
se ogni forma d’amore e piacere venisse automaticamente riconosciuta e ci si dimenticasse di parole come “immorale, perverso, deviato” non sarebbe altro che un libro di racconti (erotici?); e anche la mia innata perversione, la mia sublime gioia, nello sbattere in faccia alla morale che per me non vi sono regole, verrebbe meno.
I miei sono racconti d’amore e piacere: chi siamo per dire cosa sia l’amore?
Chi siamo per giudicare che l’amore si fa in due? E si fa in quel modo? Con quelle regole, con quei risultati?
Probabilmente, il tutto deriva da una mia personale ricerca su che cosa sia l’amore.
Ho vissuto e provato svariate forme d’amore, ma la cosa che ricordo con più irritazione erano le molte persone che si ostinavano a dirmi la stessa frase, sempre uguale: “Ognuno è libero di fare quello che vuole, ma questo non è amore”.
E io pensavo: “Perchè? Ma che ne sapete voi?”
Una volta finita la mia più grande storia d’amore ebbi una discussione con una persona strenua sostenitrice dell’amore “canonico” (in due, uomo e donna, coppia chiusa).
Ricordo che mi disse: “Se quella forma d’amore funzionasse, dopo gli anni ’70 sarebbe cambiato qualcosa, non credi?”.
E io risposi candida: “Perchè, secondo te quella classica funziona? A me non pare”
E ne sono tutt’ora convinta; ciò non toglie che conosco numerose coppie canoniche felici, o che almeno non si fanno cose orribili alle spalle.
Mi sono ritrovata a chiedermi che tipo di relazione fossi in grado di intraprendere io, nel caso.
E la risposta è tutt’ora nebulosa, credo sia soprattutto per questo che ora come ora non ho una relazione stabile.
Ma sono anche giunta alla conclusione che non esiste una forma perfetta e assoluta d’amore, nemmeno per una singola persona.
Al massimo esiste la forma perfetta per me in questo momento di vita.
Ed è proprio qui il nocciolo di tutta la questione.
Cosa importa se agli occhi degli altri non sembra amore? Cosa importa se durerà o meno? Se e in cosa sfocerà?
Non tutti gli amori sono per tutta la vita, alcuni durano, altri semplicemente finiscono; ed è per questo che non tutte le mie storie sono a lieto fine.
L’importante è non dare limiti alle proprie fantasie, perchè tanto più ci tarpiamo le ali, tanto meno scopriremo di noi stessi e del mondo.

[1] da Wikipedia


Fate [ITA]

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