Zibaldone

Zibaldone riguarda teatro contemporaneo e arti performative, di danza e installazioni. Il punto di vista è quello dello spettatore che, senza la pretesa di fare critica, offre la sua personale interpretazione di ciò che vede, sente, esperisce.

Animatomia

La luna m’ossessiona

Per chiarirsi le idee… cosa vorrei fare. Tanto per non entrare in equivoci:

non si tratta di critica: non avendo né gli strumenti teorici né l’esperienza pratica necessari e sufficienti (ve ne sono dei sufficienti?) per poter fara della buona critica, o per lo meno, della critica ben fondata, direi che la cosa migliore è di non farne affatto.

Si tratta invece di darsi ragione di un interesse: da circa cinque-sei anni investo i miei risparmi e miei ritagli di tempo nel teatro contemporaneo di ricerca e nelle arti performative. Dico “investo”, perché la spesa che ogni spettatore fa per assistere ad uno spettacolo non dipendere dalla mera voglia di divertirsi e distrarsi nel tempo rimanente dalla seria vita quotidiana. Non si paga il biglietto per andarsi a divertire, o non è questo il caso che mi interessa. Il divertimento è puramente accidentale; auspicato ma accidentale. E’ sostanziale il pensiero, il senso che viene messo in moto tramite un significante che non è necessariamente lessicale: darsi ragione di come uno spettacolo diventi catalizzatore di domande, avvio di nuove idee, mappa per sconosciuti percorsi di senso.

Si tratta di fare della formazione: primariamente per lo spettatore che io sono. Formarsi per evitare quello shock frequente (che è utile solo se non diventa rifiuto) che accoglie i naufraghi approdati davanti ad un lavoro di danza contemporanea o teatro sperimentale, con le attese e le speranze interiori del candido spettacolo in formato “standard”…

Penso ad una formazione graduale, un po’ asistemantica perché devo e mi piace essere fedele al fatto che non lo faccio da specialista o da operatore, ma da amante, appassionato e curioso, ma saltuario. Un amante sposato altrove, poligamo e infedele, si prende il piacere di saltare da un’arte all’altra, dalla danza al teatro, dalla performance all’installazione, dai salottini privati ai grandi festival, ma anche al cinema, alle arti visive ecc. Devo e mi piace essere quell’estraneo occhio curioso che guarda e interpreta, reiventa quel che c’è per significarlo a se stesso, per appropriarsi dell’idea, l’emozione, la visione di qualcun altro, tutelando quell’originaria meraviglia verso il mondo da cui nasce ogni domanda, l’arte come la filosofia.

Zelphy

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